RITRATTO DI DONNA VELATA. (1975)

AVVERTENZA: Alcuni (piacevoli) imprevisti familiari mi portano a dover rimandare la compilazione del post sulla SAGHE PREFERITE, e me ne scuso con tutti voi.Il post apparirà comunque a breve. Anticipo quindi ad Halloween la pubblicazione dell'articolo su questo storico sceneggiato RAI che per temi trattati è adattissimo alla giornata delle streghe.
Nel frattempo nel cosiddetto "mondo reale" una decisione della SIAE sul pagamento dei Trailer rischia di creare non pochi problemi a tutti i blog, che si occupano in qualche maniera di cinema. E per quanto io sia per difendere il diritto d'autore, mi chiedo che senso abbia limitare blog che si occupano gratuitamente e in maniera amatoriale di Cinema...facendo spesso pubblicità al settore oltretutto. Come sapete su Nocturnia non sono mai stati linkati nè trailer nè video musicali, non certo per bravura ma semplicemente per pigrizia( non ho mai capito bene come si fa,lo confesso) però l'iniziativa della SIAE mi lascia ugualmente
perplesso. Per maggiori informazioni vi rimando QUI e QUI. Ma cosa succederebbe se questo fosse solo un primo passo verso l'impedimento totale ? Nel frattempo non posso che dire di essere solidale e di unire la mia voce a quella di tutti i siti amatoriali animati solo dalla passione dei loro creatori e che si troveranno ad avere da oggi la vita più difficile senza averne in alcun modo colpa.






L'amore può giocare brutti scherzi,Luigi Certaldo, specie se sei uno squattrinato discendete di una famiglia nobiliare e l'oggetto della tua passione è Elisa, sbucata fuori praticamente dal nulla, conosciuta per caso ad una festa a casa di amici. E' bella Elisa, Luigi Certaldo. Ti affascina, ma nessuno sa niente di lei.
E quella misteriosa voce al telefono che ti implora di tenerti lontano da lei? Di chi sarà?
E Lei ti chiede di accompagnarla a Volterra per documentarsi sulla sua tesi di laurea e la tua famiglia vi possiede una casa. Certo ci vive tuo cugino Alberto, l'ultimo dei conti Certaldo, un individuo strano e solitario. ma tu, Luigi Certaldo, non ti fai frenare: a Volterra ci andrai con Elisa e niente ti fermerà, niente. Non certo il misterioso cavaliere fantasma che incontri sulla strada, non certo lo strano pittore pazzo che parla di sinistre leggende riguardanti la tua famiglia e nemmeno uno strano medium bambino.
No, Luigi, non ti fermeranno neanche le dicerie su un antico tesoro etrusco di cui la gente del luogo vocifera da sempre e nemmeno la misteriosa organizzazione internazionale convinta che tuo cugino Alberto conosca la strada per trovare la necropoli perduta. Però Elisa è attratta da Alberto; questo si che t'infastidisce. Soprattutto perché Elisa si convince sempre di più di essere la reincarnazione di un' amante del trisavolo di Alberto: una storia finita nel sangue. Non ci faresti caso Luigi Certaldo; se non fosse per quel maledetto quadro antico che sembra ritrarre una nobildonna velata. Che tuttavia somiglia come una goccia d'acqua a Elisa.
Vorresti aver voluto dare ascolto agli avvertimenti, Luigi Certaldo, ma adesso è troppo tardi. Sei solo, solo in una nebbiosa e raggelante Volterra. Solo con la leggenda dell'ultima maledizione degli Etruschi.
Che si somma alla maledizione sulla tua famiglia.



Sono anni strani per la RAI quelli della prima metà degli anni settanta. Sono anni di grande creatività; il mistero; il paranormale sembrano essere sdoganati; qualche anno prima una produzione come IL SEGNO DEL COMANDO ha introdotto nelle case degli Italiani concetti come la reincarnazione; le antiche maledizioni; la negromanzia.
E gli Italiani non si sono mostrati particolarmente refrattari. Anzi.



Logico quindi che nel 1974 la dirigenza dell'ente di stato decida di ricreare quelle atmosfere e di produrre qualcosa sulla falsariga de IL SEGNO DEL COMANDO (ne parleremo presto , promesso).
Al veterano Flaminio Bollini viene affidata la regia mentre due sceneggiatori esperti come Gianfranco Calligarich e Paolo Levi si assumono il compito di scrivere il copione delle cinque puntate della storia.
Il ruolo di Luigi Certaldo viene assegnato, per andare sul sicuro, a Nino Castelnuovo mentre una giovane e semisconosciuta attrice chiamata Daria Nicolodi interpreterà il ruolo di Elisa la ragazza del mistero.
Nino Castelnuovo in quegli anni viveva il suo periodo di maggiore popolarità dopo aver interpretato Renzo ne I PROMESSI SPOSI, in pratica era assieme a Ugo Pagliai e Mariano Rigillo, uno dei "volti tipo" delle produzioni RAI con una suddivisione semplice ma costante: si doveva interpretare un personaggio di uomo maturo e affidabile?
Si chiamava Pagliai ad interpretarlo; serviva un carattere di giovane scavezzacollo però simpatico e di buona pasta? In quel caso si cercava Nino Castelnuovo. Servivano personaggi leggermente più complessi da inserire in trame cariche di sospetti e sfighe?
L'uomo giusto era Mariano Rigillo.



Ora come sempre sto semplificando ci furono molti altri attori che erano attivi in veste di protagonisti negli sceneggiati RAI come ho fatto notare in altri post della serie dedicata a questo tipo di produzioni, però questa era in linea di massima la ripartizione dei ruoli (almeno all'interno delle produzioni più importanti negli anni 70). Ma di tutti quegli altri attori parleremo e li scopriremo piano piano nel corso del futuri post dedicati ai vecchi sceneggiati RAI. Però vorrei  ricordare come tutti e tre gli attori che ho nominato siano ancora oggi in attività, nonostante abbiano dovuto subire (chi più, chi meno) il successivo cambio dei gusti del pubblico ( e anche di problemi di salute come nel caso di Castelnuovo) il nonché il tramonto col decennio successivo di un certo modo di fare televisione.

Quello che però non è cambiata dagli anni settanta ad oggi, è l'indeterminatezza e l'imperscrutabilità delle decisioni dei dirigenti Rai; infatti dopo essere stato finanziato e girato nel 1974 lo sceneggiato per più d un anno venne parcheggiato negli archivi televisivi perchè ritenuto troppo difficile per il pubblico medio.

Solo il 31 Agosto dell' anno successivo arrivò il via libera definitivo alla messa in onda, ma per motivi tutt'altro che disinteressati. Fu solo il tentativo di capitalizzare l'improvviso successo di Daria Nicolodi a fare la fortuna dello sceneggiato.
L'Attrice era infatti diventata compagna e musa di Dario Argento e con lui aveva appena girato il fondamentale PROFONDO ROSSO. Certo in seguito avrebbero messo al mondo l'ultrasopravvalutata Asia Argento,ma questa è veramente un' altra storia...


- CURIOSITA' E PICCOLI AVVERTIMENTI.
Con 21 Milioni di spettatori RITRATTO rappresentò uno dei maggiori successi della Tv Pubblica di sempre, certo numeri difficilmente replicabili oggi che, fortunatamente, non esiste più una televisione monopolista, questo è sempre da ricordare, in più a voler cercare il pelo nell'uovo bisogna anche dire che in quel periodo era lo stesso linguaggio televisivo ad essere differente. La metodologia di riferimento era quella teatrale; la maggior parte dei registi; degli attori e dei tecnici provenivano da quel mondo di conseguenza la recitazione era meno minimalista di quella odierna; i tempi erano più lenti e dilatati. Di conseguenza molti spettatori odierni potrebbero essere disorientati dal primo impatto con una serie del genere.

-GLI ATTORI.


Ma RITRATTO è una gran bella storia, in grado di affascinare tuttora con interpreti in stato di grazia. La Nicolodi, a differenza della figlia dimostra di saper recitare e domina la scena col solo sguardo.


Nino Castelnuovo sembra agire in scioltezza, quasi pare divertirsi a recitare il suo ruolo donandogli una qual certa levità. Il suo Luigi Certaldo attraversa la storia quasi inconsapevole di essere lui il protagonista della vicenda incrociando sul suo percorso fantasmi; maledizioni etrusche e perfino leggende familiari dell'epoca napoleonica sempre con la stessa aria scanzonata.
Il ruolo del cugino Conte Alberto, invece fu affidato al più legnoso Mico Cundari,che in seguito lavorò quasi esclusivamente come doppiatore. Infatti il destino di questo sceneggiato fu quello di vedere impegnati come attori diversi artisti solitamente attivi come doppiatori, oltre al già ricordato Cundari, infatti andrebbero segnalati i grandi Manlio De Angelis e Nino Dal Fabbro. Mentre totalmente anonima risulta Luciana Negrini l'altra Attrice della mini , impiegata a dar "corpo" all'archeologa Sandra, personaggio inserito nella storia col solo scopo di scompigliare ancora più le acque.

Ruoli minori( tutti e tre da "cattivi")vennero affidati a diversi caratteristi presenza costante del piccolo come del grande schermo, talenti semi-dimenticati ma non per questo dotati di meno talento; li citerò brevemente di loro: il siciliano Arturo Dominici; il romano Toni Ucci, in seguito presenza costante di tante commedie all'Italiana, qui in un breve e divertente cammeo.



Nonché lo "storico" artista trevigiano Massimo Serato, attore elegante e raffinato, da riscoprire prima o poi.

E per riscoprire- a scanso di equivoci, prima che arrivi il solito presuntuosetto che finge di fraintedere e viene a fare il maestrino in casa d'altri - intendo sempre in senso professionale ricordando e riguardando le cose da lui interpretate.






Un altra caratteristica del RITRATTO DI DONNA VELATA, è che, a differenza di tante altre produzioni sia coeve che successive, l'elemento paranormale e misterioso regge fino alla fine, non ci saranno almeno stavolta spiegazioni razionali che sviliranno il mistero. Per niente. Il finale confermerà tutti gli elementi irrazionali con alcune parti di grande tensione quasi horror come la discesa agli inferi rappresentata dalla scoperta della necropoli Etrusca. La maledizione ciclica si dimostrerà reale, i fantasmi anche; la temuta reincarnazione col suo bagaglio di morte si compirà. Su tutto la presenze impalpabili ma costanti degli Etruschi, veri e propri guardiani invisibili della vicenda.
Il male esiste, sembrano voler dire regista ed attori; l'inspiegabile e l'irrazionale con esso; attenzione però alle forme che possono prendere.


La serie, girata in parte, negli studi RAI, in parte tra Volterra e Castiglione della Pescaia, fu una delle ultime realizzazioni classiche dell'emittente di stato. Presto sarebbe arrivata la prima delle tante riforme del sistema radiotelevisivo, in seguito il colore ma anche la prima lottizzazione. Da qualche parte cominciavano a scalpitare le prime emittenti private.
Sarebbe cambiato il modo di fare televisione e con esso il paese.
Nel bene sicuramente, ma anche tanto nel male.

LA HORDE (2009).



FRANCIA. ANNO 2009. REGIA : YANNICK DAHAN & BENJAMIN ROCHER.
interpreti: JEAN-PIERRE MARTINS; ERIQ EBOUANEY; DODOU MASTA;
JO PRESTIA; YVES PIGNOT.





Un cadavere viene ritrovato in una discarica; il corpo appartiene a Mathias Rivoallan, un poliziotto corrotto. I suoi compagni decidono di vendicarsi compiendo una spedizione punitiva all'interno
della banlieue, covo dei responsabili della morte dell'uomo.
Non avranno molta fortuna.
I criminali avranno la meglio al primo scontro, ma prima che si compia il destino dei poliziotti superstiti,una inspiegabile resurrezione dei morti costringerà poliziotti e criminali ad una strana e forzata alleanza per avere anche una sola possibilità di sopravvivenza.
Tra zombie cannibali e degradazione urbana alla fine di una lunga notte, qualcuno riuscirà ad uscirne vivo.
Ma non sarà necessariamente quello tra i personaggi che meriterebbe di più di sopravvivere.


La vendetta è un piatto che va mangiato freddo, devono aver pensato i due registi transalpini Benjamin Rocher & Yannick Dahan. I due nel 2008 stanchi di bussare senza successo a tutte le porte, decidono di realizzare un proprio film. Il risultato è RIVOALLAN un piccolo corto di otto minuti, di genere poliziesco, o polar,per utilizzare la definizione transalpina. il corto descrive con buona tecnica gli ultimi istanti di vita di Mathias Rivoallan,un poliziotto corrotto carico però di dubbi.



Joe Prestia, personaggio sconosciuto qui in Italia nonostante le sue origini siciliane, ma discretamente popolare in Francia accetta d'interpretare il ruolo. Prestia, figura interessante di ex sportivo (è stato campione di Thai Boxe) contribuisce col suo nome al successo del corto.

Grazie a RIVOALLAN, i due registi ottengono i finanziamenti da CANAL + per un nuovo film che narri gli eventi successivi alla morte del personaggio.
Stavolta potranno fare le cose in grande.

Solo che le carte in tavola vengono cambiate.Stavolta non verrà realizzato necessariamente un polar. Negli ultimi anni l'horror dopo un periodo di appannamento, grazie a pellicole come IL PATTO DEI LUPI; HAUTE TENSION e MARTYRS ha riconquistato il pubblico francese stanco degli interminabili film esistenzialistici, a torto o a ragione, considerati il marchio di fabbrica della cinematografia francofona.
Quello che, al momento della preparazione di LA HORDE, manca in Francia è un film con gli zombie.



In più, giusto per inserirci un pizzico di attualità, quelli sono i giorni delle tensioni nelle banlieue parigine, perchè non girare proprio in una zona degradata?

Detto così sembrerebbe una operazione furbetta, una mera decisione commerciale. Magari un frullato di luoghi comuni presi da centinaia di noir e di horror,insomma di scene trite e già viste.
Ed in parte lo è anche.

Solo che in tutto il suo essere fracassone, questo LA HORDE in diversi momenti funziona anche.

I primi minuti danno quasi l'impressione allo spettatore di trovarsi di fronte ad un Rape & revenge movie; viene presentato il gruppo dei poliziotti, la loro decisione di vendicare l'amico; e ci troviamo di fronte a tutta una serie di figure totalmente stereotipate: abbiamo Jimenesil miglior amico del morto; abbiamo Ouessem (l'attore e musicista Jean-Pierre Martins), il "tranquillo" del gruppo, quello che si unisce al raid solo per evitare che le cose degenerino troppo; abbiamo Aurore(Claude Perron) la "stronza" della situazione nonchè amante del deceduto e così via.
E lo stesso vale per i criminali, con gli immancabili fratelli nigeriani a gestire le fila,il maggiore Adewale più lucido riflessivo (un indovinato Eriq Ebouaney) e il minore Bola(il rapper parigino Dodou Masta) molto più testa calda. Quasi a voler chiudere il cerchio, e anche per ringraziarlo, viene richiamato Jo Prestia nel nuovo ruolo di un ambiguo e psicopatico vice della banda.
Insomma lo spettatore nelle fasi iniziali viene quasi preso per mano e convinto di addentrarsi in territori già esplorati, già conosciuti.

Solo che poi arriva quasi subito la prima doccia fredda e il primo capovolgimento della situazione. Jimenes , quello che avremmo immaginato come leader del commando dei poliziotti è anche il primo ad uscire di scena freddato dai cattivi.
e allo spettatore vengono instillati i primi dubbi che forse le cose non saranno poi così lineari come si sarebbe aspettato.
Questo è il punto in cui cominciano ad arrivare gli zombi.
E le cose cambiano. Di nuovo.






Asserragliati all'interno di un condominio della periferia, braccati da orde di mostri antropofagi, come si è detto, i due gruppi dovranno compiere una momentanea tregua per avere perlomeno una speranza di fuga. E come nell'ambientazione noirdelle prime scene, anche nella nuova fase horror viene data l'erronea convinzione che si stiano semplicemente ripercorrendo tutti i luoghi comuni; tutti i "topoi" del genere.
C'è la tematica dell'assedio tanto cara a Romero; c'è la crescente stima e solidarietà tra lo sbirro Ouessem e il "criminale" Adewale che realizzano di essere semplicemente le facce rovesciate della stessa medaglia; assistiamo a tradimenti; cambi di alleanze. Perfino i morti viventi sono quelli moderni veloci e implacabili, e diciamoci la verità, anche parecchio anonimi, e le inquadrature sono realizzate con tecniche videoclippare secondo le nuove tendenze.
E c'è perfino una citazione da LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI nella scena in cui i protagonisti riescono a ricevere informazioni dall'esterno grazie ad un televisore.

Quello che però cambia; quello che fa salvare il film è l'amalgama di tutti questi ingredienti. Per una volta le varie interpretazioni sopra le righe invece di rovinare la tensione narrativa la integrano. Le inquadrature videoclippare di cui sopra,sono ben inserite (non sempre ma quasi)nel contesto. E per chiudere, ci sono almeno due elementi di forza del film il primo è la scena d'azione in cui Jean-Pierre Martins fa affrontare al suo personaggio l'orda dei morti viventi praticamente da solo, e la seconda è l'interpretazione di Yves Pignot nel ruolo di Renè, un inquilino del condominio con un passato come militare che si unisce al gruppo.




E alla fine, l'ingranaggio funziona, lo spettatore apprezza. Fino al finale, non completamente inaspettato, non totalmente inaspettato. Dove in certo senso tutti i nodi vengono sciolti e tutti i generi, ma proprio tutti dal poliziesco allo zombie movie e il rape & revenge, che compongono questa pellicola-patchwork trovano una loro ragion d'essere.

CURIOSITA':- Un Mathias Rivoallan esiste veramente. E' uno dei collaboratori di Rocher & Dahan .
- Yves Pignot è un interprete storico del cinema francese,presidente della Scuola d'Arte Drammatica di Parigi fino al 2002. E' però stato un apprezzato interprete di poliizeschi e commedie umoristiche. Fatti i debiti paragoni sarebbe come se Totò in Italia o Jerry Lewis negli U.S.A fossero stati chiamati per comparire in un film splatter.

Quando il gioco si fa duro....






...Il gioco si fa duro! Come direbbe il Paolo Bitta di Camera Caffe.
Da ieri ho postato il mio contributo al secondo livello segreto del SICK BUILDING SYNDROME,
stavolta la sfida era di quelle toste, si trattava infatti di prendere un capitolo già scritto e di aggiungere un nuovo paragrafo di non più di cento parole, nello stile dell'autore del capitolo prescelto.

In sede di "lancio" del secondo livello avevo promesso di prenderne parte e oggi posso dire di aver mantenuto almeno questa promessa, non so se ci saranno ulteriori livelli, una cosa che posso dire con certezza è che leggerò sempre con piacere ed interesse gli eventuali futuri contributi di chiunque vorrà partecipare a questo o al primo livello segreto (che, per la cronaca, continua ad essere aperto).

Il mio intervento è rappresentato dal paragrafo finale del CAPITOLO 14, quello scritto da MaxCiti, se qualcuno tra voi, avesse voglia di farsi un giro il mio ma anche gli altri contributi sono lì che vi attendono.

QUALI SONO I VOSTRI FILM HORROR PREFERITI ?

Dato che Halloween si avvicina, riesumiamo (si, riesumiamo è la parola giusta) un giochino che ci ha dato molte soddisfazioni nei mesi scorsi.

Nelle settimane scorse, molti dei miei colleghi di malefatte hanno dedicato tutta una serie di ottimi post sui 5 film preferiti; su Nocturnia andiamo oltre, gli unici limiti saranno ancora una volta la fantasia e la memoria. Sia le mie che le vostre.
Eccoci quindi nel rutilante mondo dei film horror:

-INDIMENTICABILI SENZA SE E SENZA MA.



The Night of The Living Dead (1968)
Chi mi conosce almeno un poco, questo film se lo aspettava di sicuro. Del primo film di George Romero si è detto tutto e il contrario di tutto e non sarò certo io a poterci trovare qualcosa di nuovo, però è uno dei film imprescindibili di sempre.
Segnalo solo, a livello di curiosità che nel 1999 in occasione del trentennale John Russo ,uno dei collaboratori originali di Romero,ha fatto uscire una orrida versione celebrativa con un nuovo score; un nuovo montaggio e scene girate ex novo. La versione, con sottotesti religiosi, è francamente da buttare; le uniche cose degne di nota sono le musiche scritte da Scott Vladimir Licina, nonchè la presenza nel cast della scream queen franco canadese Debbie Rochon e il ritorno di Bill Hinzman, che a distanza di decenni riprende il ruolo del primo zombi a comparire.



Fortunatamente questa new version, che ha circolato in vhs anche in Italia, non ha avuto grandi fortune ed è stata prontamente eliminata nelle successive riproposizioni del film .












L'Esorcista (1973)






Se il film precedente è uno dei simboli degli anni '60, questo ci riporta ai selvaggi seventies.
William Peter Blatty scrive e William Friedkin dirige.
Anche qui le parole sarebbero superflue, ma come dimenticare le apparizioni di Pazuzu o il clima asetticamente malsano che si respira per tutta la pellicola?
Il ruolo della vita per l'allora giovane Linda Blair ( più nel male che nel bene) qui supportata da ottimi comprimari come Max Von Sidow e Lee J. Cobb.

The Fog (1980)



Su Carpenter ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, il regista di Carthage ( NY) è un altro di quei piccoli geni senza i quali la cinematografia tout court non sarebbe la stessa.
Le atmosfere; i montaggi; le musiche spesso e volentieri scritte dal regista stesso; i frequenti sottotesti "politici" tutto fa di lui un regista unico.
Se per la fantascienza ( e presto arriverà anche il post sui film fantascientifici) non avrei dubbi a scegliere ESSI VIVONO, per la cinematografia del terrore questo THE FOG, erroneamente ritenuto un film minore,occupa un posto speciale nel mio cuore. L'America è nata nel sangue e col tradimento sembra volerci dire il regista, e le colpe dei padri cadono sempre sui figli.
Una comparsata di Carpenter stesso, più la solita corte di fedelissimi Adrienne Barbeauall'epoca musa del regista;Jamie Lee Curtis e Hal Holbrook.
Dimenticate lo scadente remake del 2005 con il Clark Kent televisivo Tom Welling e se avete dubbi su quale film vedere la notte di Halloween, beh, scegliete sicuramente questo.

Nightmare- Dal profondo della notte( 1984)





Ci sono dubbi sul fatto che Freddy Krueger sia il più risucito tra i boogeyman dello schermo ?
Già il concetto stesso di un entità perversa e vendicativa che ammazza le persone nel sogno è un qualcosa di grandioso, specialmente se le vittime sono teen agers figli di coloro che a suo tempo uccisero il "mostro". E si sa quella dei teen agers è la fase della vita in cui tutto cambia e mai ci si sente,al tempo stesso, così forti e così vulnerabili.
Wes Craven è un regista discontinuo,capace di sfornare capolavori come IL SERPENTE E L'ARCOBALENO e obrobbri come lE COLLINE HANNO GLI OCCHI II, però sarà ricordato per questo film.
Robert Englund gigioneggiando da par suo comincia il percorso che lo introdurrà verso la leggenda;John Saxon ci regala una delle sue solide interpretazioni, mentre un giovanissimo Johnny Depp appare per la prima volta sullo schermo.Nel corso degli anni come sappiamo ci saranno una marea di seguiti più o meno riusciti e un cross over con l'altro villain Jason Vohrees ma qui comincia tutto quanto.
CURIOSITA':leggenda vuole che Johnny Depp fu scelto tra decine di candidati per il ruolo dalla figlia di Craven e dalla sua migliore amica andate in visita sul set. Craven chiese loro di scegliere il più bello tra gli attori. Come sia andata a finire lo sapete.
CURIOSITA' II: Heather Langenkamp (Nancy) a distanza di anni è ancora bonariamente arrabbiata con Craven per aver "rovinato" la scena del bacio con Depp.

Shaun of the Dead (2005)





Comincia come una parodia, ma inganna e inganna positivamente. Raramente, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un film così perfetto, in grado di dosare positivamente humour e paura. Il comico inglese Simon Pegg si dimostra sorprendente nel ruolo di Shaun.

28 Giorni dopo (2002)

E' il film che ha rilanciato la cinematografia horror britannica,Danny Boyle fino a quel momento conosciuto per un altro tipo di produzioni rinnova il cinema del contagio. Indimenticabili molte parti stranianti con un montaggio malato peccato per un finale che definire svogliato è dir poco.


Da segnalare il futuro Doctor Who Christopher Eccleston nel ruolo del cattivo.

La Maschera del Demonio. (1960)




Per me è un vero e proprio scandalo che un regista come Mario Bava sia trattato come un maestro nel resto del mondo e invece qui da noi sia stato dimenticato per anni, anzi trattato come un guitto. Bava era talmente geniale che con una scatola di fiammiferi e del polistirolo riusciva a creare gli stessi effetti speciali che un altro regista non sarebbe riuscito a creare nemmeno con budget miliardari a sua disposizione. LA MASCHERA DEL DEMONIO è il suo film più famoso, ma ci sono voluti anni prima che ne uscisse la VHS italiana.
Con un ritardo clamoroso rispetto all'edizione tedesca, inglese e francese. LA MASCHERA DEL DEMONIO codifica gli stilemi dell'horror nazionale, con l'archetipo della donna strega e mostro. Recita la regina delle scream queens Barbara Steele qui in un doppio ruolo, bella di una bellezza di quelle che fa male, coadiuvata dal meglio dei caratteristi italiani del dopoguerra: gente come Ivo Garrani;Andrea Checchi e Arturo Dominici nomi che magari non dicono niente alla maggior parte delle persone, ma avercene di attori così oggi.

Ma come direte voi, non hai messo DAL TRAMONTO ALL'ALBA; non hai citato THE RING; CELL; BLAIR WITCH PROJECT? Beh, per quello ci siete voi: la discussione può cominciare.

-QUELLI CHE...I PICCOLI KULT.

Dracula ( 1958)



E tutti i film della britannica Hammer...si, ok, quasi tutti, ma in questo film di Ternce Fisher compare per la prima volta il Dracula interpretato da Christopher Lee, che odiava quel personaggio; nonchè il Van Helsing di Peter Cushing, che invece non aveva problemi, bastava che lo pagassero, I due, grandi amici nella vita reale, a modo loro sono entrati nel mito.

Bride of Frankenstein (1935)



E tutti film della Universal a cavallo tra gli anni '30 e '40...si.ok quasi tutti (mi sa che questa l'ho già detta, ahem...)però diciamo che se oggi esiste una florida cinematografia del gotico, se la creatura di Frankenstein ha il testone piatto, se Dracula è un paffuto nobilotto dai capelli impomatati che si esprime in ungherese il merito, o la colpa è della statunitense Universal. LA SPOSA DI FRANKENSTEIN poi, è forse uno dei più folli del mucchio con il mad scientist Dottor Pretorius (l'attore inglese Ernest Thesinger) che cerca di costruire una "creatura femminile", interpretata da un allucinata Elsa lanchester(che di solito recitava in zuccherose commediole).
Lo scopo?
Creare una compagna per Boris Karloff. E tanto per chiudere il quadro "la creatura" qui filosofeggia manco fosse Emmanuel Kant.


E per voi quali sono i film culto?

Ma spesso, le vere perle si ritrovano non nelle produzioni delle majors am in quei filmetti realizzati con pochi soldi, in condizioni il più delle volte semidilettantesche.
Sono i film da drive inn; da grindhouse; o da straight to videos : in una parola la vecchia e classica serie B o se preferite serie Zeta.

-QUELLI CHE...LA SERIE Z TI FA BELLA!

Gritos en la noche (1961)



Da noi ha circolato con centinaia di titoli diversi :IL DIABOLICO DOTTOR SATANA o L'ORRIBILE SEGRETO DEL DOTTO ORLOFF ma potrei andare avanti a lungo. Il primo successo del regista iberico Jess Franco(che francamente nella sua lunga carriera ha fatto di meglio ma anche tantissimo di peggio), vero e proprio oggetto di culto in Spagna che realizzava i suoi film con lo sputo. Delirante,con momenti d'involontaria comicità, dotato però di un certo fascino goticheggiante.




Ma per una pellicola decente, quante ce ne sono che falliscono clamorosamente?
E nel settore del perturbante il rischio che vengano scatenate risate incontrollabili...o peggio sbadigli nervosi è in agguato più facilmente del solito.

-QUELLI CHE SE NON LI FACEVANO ERA MEGLIO!

Halloween- The Beginning (2007) di Rob Zombie.


In genere si sono levati al cielo peana di lodi per questo rifacimento, e non ne ho ancora capito il perchè. Il buon Rob mi è profondamente simpatico, però, però...








Survival of the Dead (2009)



Scrivere queste righe mi fa male, come scrivevo all'inizio per me George Romerosiede alla destra del padre, però indubitabilmente è forse il peggior film della saga.Qui parla il fan che è in me (e spero mi scuserete) Romero può e sa fare di meglio.










La terza Madre (2007)



Come rovinare una carriera. Sapete che non mi piace fare critiche negative però cosa dire dell'ultimo film dell'(EX) Dario Argento nazionale senza scadere nel volgare o nel già detto?
Ah, ecco!
............................................................................................
E, per piacere, qualcuno insegni a recitare ad Asia Argento.

Questo è tutto, mai come in questo caso , mi sono trovato tanto in difficoltà nella scelta. Magari se la riscrivessi domani, la mia lista sarebbe diversa.
A voi la parola, ditemi i film che amate, i film che odiate; quelli che vi lasciano freddi e magari anche quelli che avreste voluto diversi. Non abbiate limiti. Se volete ( e mi riferisco alle tenere pulzelle che orbitano in questo blog) mettete pure TUAILAIT, il mio cuore sanguinerà ma rispetterò la scelta. Il mio cuore sanguinerà tanto però ....
Non temiate nemmeno di contestare le mie scelte, io come voi sono solo un semplice appassionato e mi fanno piacere i giudizi di altri appassionati. Anzi se volete ad Halloween parleremo delle serie e saghe.
Il cinema è fatto della materia di cui sono fatti i sogni. Non abbiate limiti nel sognare.

Fun Cool a tutti i programmi!

Anche in questi ultimi trenta giorni sono successe tante cose interessanti in rete.


Il Concorso UNO SQUILLO DA LONTANO è stato vinto da Massimo Mazzoni; seconda classificata la "nostra" Lady Simmons". Congratulazioni di cuore ad entrambi.






Puntuale come le caldarroste e il vino Novello, sta arrivando l'edizione Autunnale del FUN COOL, il folle concorso un racconto in una frase organizzato dall'ancora più folle gelostellato. Scherzando scherzando siamo arrivati all'edizione numero sette, ognuna più bella delle precedenti. Naturalmente io ho già partecipato...e non si dica mai che non sostengo le iniziative degli amici (anche perché gelo, quel maledetto cagunzio ha minacciato di buttare tutti i miei giornaletti di Topolino, se non aderivo). Dal momento che siamo una famiglia di creativi, anche mia moglie, Venusia, la fantasmatica "signora Nick" ha vinto la sua abituale ritrosia e, per la prima volta,partecipa anche lei al concorso.
Per farlo più bello questo concorso invito anche voi a partecipare, anche perchè se non lo fate vi arriva gelostellato a casa vestito come la Befana e vi butta tutti quegli Harmony, che leggete in segreto e nascondete sotto le copie della Gazzetta dello Sport.
E poi non dite che non vi ho avvertito.



Un altro storico blog ha chiuso: Elvezio ha praticato l'estrema unzione al mitico MALPERTUIS. Al suo posto arriva il nuovo A RIP IN THE FABRIC.

Per quello che riguarda invece il "sinceramente vostro", devo dire che ho avuto diverse piccole soddisfazioni con gli ultimi argomenti trattati.
Il mio articolo SULLO STATO DELLA FANTASCIENZA ha destato un buon interesse in rete. Ha generato commenti, discussioni; post su altri blog; non ultimo mi è stato chiesto della Edizioni SCUDO per essere ripubblicato sul loro blog di news e, in seguito anche su FACEBOOK (lì, però non ho potuto seguire la discussione non essendo iscritto a quel social network), credo che sia stato linkato anche su altri luoghi, come WebTrek Italia. Insomma, a quanto pare, contrariamente a quello che io stesso credevo, c'è ancora un grande spazio per la critica e questo è senza dubbio un elemento incoraggiante.

Ottime soddisfazioni, mi sono arrivate anche con altri due argomenti trattati recentemente:
L'intervista a Federico Greco, è stata in assoluto il post più letto della storia di Nocturnia segno ulteriore dell'interesse di molti verso quel piccolo cult che è ROAD TO L.
Molto bene sono andati anche i post sullo STRANO CASO DEL VAMPIRO DI HIGHGATE, apparsi sia qui che su THE TRALFAMADORE CONNECTION, in questo caso io mi sono divertito a scrivere le vicende del "cacciatore di Vampiri David Farrant mentre il Fra si è trovato completamente a suo agio con il rivale Sean Manchester. I post sono stati tanto apprezzati che già in diverse persone ci hanno chiesto di trarne un book, magari integrato, magari allargato, da questo articolo.
Cosa dire?
Sia io che il Fra, stiamo valutando il da farsi, al momento l'unica cosa che mi sento di dire è mai dire mai.
Il dato certo è che il successo di questi articoli mi spinge a proseguire questa strada, che io ho ribattezzato dei "post long sellers ", cioè non compilazioni usa e getta, ma articoli, magari non di grande impatto iniziale, però concepiti in maniera che possano essere letti anche tra mesi, un po come le voci di quelle vecchie enciclopedie che consultavamo quando dovevamo fare le ricerche a Scuola.

Cosa aspettarci quindi per il futuro?



Tanto per cominciare, è quasi terminato un articolo su RITRATTO DI DONNA VELATA, uno degli storici sceneggiati RAI dei seventies; poi tornerò ai miei amati zombi con la recensione di LA HORDE mentre sto trattando tutta una serie d'interviste con alcuni scrittori ed una di queste, facendo i debiti scongiuri, dovrebbe essere quasi in dirittura d'arrivo.Seguendo poi la mia passione per la piccola editoria dopo ALIA, dedicherò un intervento alla neonata PYRA.
Non solo questo, naturalmente, seguiteranno le recensioni di libri; film; fumetti e serie...più qualche altro mistero. Ma prima di tutto questo aspettatevi almeno altri due post della serie QUALI SONO I VOSTRI PREFERITI? stavolta dedicati ai film e alle sigle televisive.
Direi che per il momento può bastare, no?

LO STRANO CASO DEL CIMITERO DI HIGHGATE. Epilogo.




Come promesso, ecco la terza e conclusiva parte delle vicende del Vampiro di Highgate, le prime due le trovate QUI e QUI. In questo caso ci siamo mossi in maniera un po diversa: sia qui che su THE TRALFAMADORE CONNECTION è lo stesso, abbiamo voluto infatti sperimentare una diversa forma di collaborazione tra Blogger: io ho scritto le parti su Farrant, su John Pope e su Highgate oggi, mentre il Fra si è assunto l'arduo compito di continuare a seguire le vicende di Sean Manchester. Insieme poi abbiamo lavorato alle conclusioni. Abbiamo deciso anche di mantenere la diversità dei nostri rispettivi stili in modo da permetterci di divertirci di più durante la stesura, ci auguriamo che il risultato sia di vostro gusto.
Ecco, mettetevi comodi accendete la luce e ritornate con noi ad Highgate; Londra.












E' una strana alba quella che sorge sul Cimitero di Highgate dopo la presunta uccisione del Vampiro da parte di Sean Manchester, i dubbi rimangono, così come rimane la paura.
Però come nel peggiore dei romanzi le tessere del mosaico faticano a tornare al loro posto.

-DAVID FARRANT DOPO IL 1970.








Farrant, assolto una prima volta verrà condannato definitivamente nel 1974.
L'accusa?
Violazione e profanazione di Tombe.
E come in un perverso girotondo, la stampa s'impossesserà ancora una volta della sua vita, delle sue frequentazioni, delle sue dichiarazioni.
E l'uomo non regge.
Il David Farrant che uscirà dalle prigioni, dopo qualche mese di detenzione, sarà un uomo profondamente cambiato. Il carcere lo ha spezzato,ne ha minato il fisico e forse anche l'animo.
E in più c'è il suo rivale Sean Manchester che continua ad attirare su di sè i riflettori, a pretendere tutta l'attenzione.
Ad aggravere le cose giunge il 1975 e quell'anno l'intero perimetro comincia ad essere gestito dai Friends of Highgate, un associazione privata che stringerà come una sorta di cordone sanitario attorno al Cimitero impedendo riunioni, manifestazioni; trasmissioni televisive e qualsiasi altro tipo di assemblamento.
Lentamente l'oblio avvolge il Cimitero e Farrant con esso.
L'uomo, non crederà mai alla versione di Manchester e per anni si rifiuterà di tornare ad Highgate. Il male è ancora dentro quelle mura, dirà, e aspetta solo di tornare. In altre forme, certamente, ma è ancora tra quelle tombe, ancora tra quei viottoli.
Pronto a ricomparire.


-DAVID FARRANT OGGI.











In un certo senso è lui, lo sconfitto della nostra storia, però lentamente, faticosamente, ha Farrant ha affrontato i suoi demoni.
Ha scritto (come Manchester, del resto) numerosi libri sull'argomento,crea un suo Blog personale e riprende il suo ruolo all'interno della British Psychic and Occult Society. Di tanto in tanto, poi, viene riesumato per qualche trasmissione televisiva rievocativa delle vicende degli anni '70.









Ma non solo.
Rompendo un giuramento di anni, nel 2005 l'uomo torna finalmente ad Highgate. Il male è ricomparso, due nuovi casi di aggressione si verificano nei pressi della struttura.
Anche se l'ormai vecchio ricercatore non parla più di vampiri, ammette di essere stato probabilmente precipitoso nelle sue prime interviste, oggi David Farrant preferisce usare i termini fantasma o psychic entity
.
E le indagini riprendono.


-IL TERZO UOMO.
Altri cercheranno nel corso degli anni di accedere alle luci della ribalta, altri tenteranno di strappare il monopolio Manchester-Farrant relativi alle indagini sul Vampiro di Highgate; ma vivranno sempre di luce riflessa.
L'unico che si avvicinerà alla notorietà dei due principali protagonisti, sarà l'ambiguo giornalista John Pope.

Anche lui è presente quella delirante sera del 13 Novembre 1970, quando la follia regnerà sovrana, anche lui indagherà a modo suo.
Ma Highgate,non ammette molte primedonne. E ce ne sono già due di troppo in questa nostro bizzarra storia. E Pope rientrerà presto nell'anonimato.
Per uscirne, per un attimo, un breve attimo nel 1973 quando durante una seduta spiritica cercherà di contattare lo spirito di Dracula.

-SEAN MANCHESTER.









Per Sean Manchester il caso del vampiro di Highgate rappresentò con ogni probabilità una grossa occasione di farsi pubblicità come esorcista e esperto del paranormale.Già dopo la prima e presunta fine del vampiro (quando Manchesterdisse di essersi limitato solo a sigillarlo) l'astuto sacerdote scrisse e pubblico una sua versione dei fatti del vampiro di Highgate ,la prima di una numerosa serie di testi che spesso si contradicono tra loro.Girarono anche voci di un duello magico tra lui e il rivale Farrant che avrebbe avuto luogo a Parliament Hill il 13 Aprile 1973.(Ma che ovviamente non si verificò mai,in compenso la rivalità tra Farrant e Manchestercrebbe di anno in anno e dura tutt'ora)Si era però parlato alla fine della seconda parte di critiche mosse al racconto di Manchester anche da studiosi,nello specifico Bernard Davies all'epoca confrontando il racconto del primo esorcismo del 1970 con la sua versione scritta nel 1975 per il libro The Vampire Bedside Companion notò la presenza di particolari assenti nel primo racconto.Come la descrizione secondo cui il vampiro avesse gli occhi rossi o che Manchester avesse sigillato con l'aglio l'entrata della cripta.Dal canto suo Manchester non spiegò mai queste aggiunte.Nel 1978 sulle pagine del Journal of Vampirism Dorothy Nixon contesto invece la veridicità do uno dei primi casi connessi al vampiro di cui Manchester si era occupato,ovvero quello di Elizabeth Wojdyla.Elizabeth Wojdyla era una donna aggredita dal vampiro nel'69 a cui Manchester aveva prestato aiuto,esaminando anche una serie di sogni fatti dalla ragazza in cui compariva una figura somigliante alla descrizione del vampiro.(Cioè una figura alta,scura con occhi rossi). La Nixon critico i segni del morso sul collo della Wojdyla,che in quanto verticali e non orizzontali non sarebbero compatibili con una dentatura umana e quindi non possibili. (NOTA.In realtà stando ai vecchi casi di vampirismo il non-morto morderebbe usando il canino inferiore come appoggio e il canino superiore per forare la vena,non usando ambo i canini superiori come molti credono.Quindi in realtà il segno verticale del morso non sarebbe cosi impossibile).Manchester ribatte alle accuse sostenendo una teoria secondo la quale i vampiri sarebbero come ombre che vivono in una sorta di antitempo,il che permette loro di compiere azioni fisicamente impossibili.(anche se ammettendo questa teoria si solleva un altro problema,come può un ombra portare attacchi fisici alle persone?)Diatribe a parte in molti credono che Manchester abbia realmente eliminato il vampiro e tutt'ora il presunto esorcista gode di un folto seguito,scrive ancora libri su Highgate e il vampirismo e dirige pure un blog.(Piuttosto noioso e farlocco se volete un parere personale)

-HIGHGATE OGGI.













Nonostante le due aggressioni segnalate da David Farrant del 2005, e le continue apparizioni televisive di Sean Manchester il cimitero sembra tornato quello che dovrebbero essere tutti i cimiteri al mondo: un luogo di pace e raccoglimento. Dove, non scordiamocelo, trovano il loro ultimo riposo figure come Karl Marx e la già ricordata Elizabeth Siddal
I Friends of Highgate, continuano ad occuparsene, oggi come nel 1975. E reagiscono profondamente male alle domande dell'ignaro turista sui casi del "Vampiro", anche se le loro maglie si sono lentamente allentate.
Di tanto in tanto, però, qualche animale dissanguato viene ancora rinvenuto.







-CONCLUSIONI
Ma alla fine ad Highgate c'era davvero un vampiro? vi starete probabilmente chiedendo dopo aver letto questa storia.Purtroppo dare una risposta definitiva non è in nostro potere ovviamente,ma l'ipotesi più plausibile è che in realtà l'intera vicenda sia stata una sorta di isteria collettiva.In quegli anni per le strade di Londra si aggiravano tipi veramente bizzarri,sedicenti maghi e satanisti. Qualcosa di strano è sicuramente avvenuto, diversi sono stati gli episodi accaduti nella zona per non tenerne conto, ma il clima pseudo esoterico di Londra ha dato il via ad una sorta caso. Situazione poi esasperata da individui come Manchester e Pope in misura maggiore in misura minore da Farrant.(il più onesto e meno in cerca di fama del terzetto)Niente di vero quindi,anche se le proporzioni del caso ne fanno tutt'ora uno dei più famosi misteri dell'epoca contemporanea.
Nonchè uno dei più controversi.

-CURIOSITA' FINALI.
Recentemente Highgate e i suoi protagonisti hanno avuto una sorta di rivisitazione a fumetti: nel numero 45 di Dampyr, intitolato proprio IL VAMPIRO DI HIGHGATE,scritto da Mauro Boselli e disegnato da Giuliano Piccinnino i personaggi Bonelliani incrociano le versioni disegnate di Farrant & Manchester, sia pure con i nomi cambiati.
I due, col tempo sono diventati veri e propri personaggi ricorrenti all'interno della saga.

SULLO STATO DELLA FANTASCIENZA IN ITALIA. E DELLA SUA CRITICA.










Sono diversi giorni che penso a quest'articolo. Gli spunti li ho trovati un po ovunque. Se tutto nasce dall'iniziativa di Angelo Benuzzi e dal suo tentativo di aggregare gli appassionati nostrani, sono state poi, da un lato, le lamentatio di Davide Mana sulla iniziale mancanza di partecipazioni al voto da parte dei lettori al concorso organizzato da Angelo stesso per il logo e lo slogan della futura Associazione e dall'altro, il post dell'Iguana che tentava di "contare" i siti e i forum in rete che trattassero dell'argomento sci fi...con conseguente scoperta, e sorpresa,almeno da parte mia, che al momento siamo davvero pochini a convincermi (e a costringermi) a dedicare un pensiero sull'argomento.
In più, anche se apparentemente non sembrerebbe connesso al discorso in questione, l'ultimo tassello mi è arrivato da QUESTO post di Gianluca Santini sull'importanza dei Feedback dopo la lettura di un opera autoprodotta.
Insomma in parole povere: questo post può vantare diversi padri.

Adesso parliamo un poco di Fantascienza.
Il genere, lo sappiamo, non ha mai avuto vita facile in Italia. Siamo un popolo di scarsi lettori in generale, ma la Fantascienza ha avuto in se una sorta di "peccato originario", quando Fruttero & Lucentini, storici curatori di Urania(e quindi in teoria proprio coloro che avrebbero dovuto aver cura di diffondere e tutelare il genere), trattarono la Fantascienza (ed i suoi lettori di conseguenza) come un qualcosa di infantile e inferiore.
Creando così tutta una serie di storture che paghiamo ancora oggi.

Ma volendo cercare qualcosa da leggere nella lingua di Dante, di cosa possiamo disporre adesso come adesso?
E sopratutto: quanti sono i lettori di Science Fiction ?
Proviamo a fare qualche numero.

-QUELLO CHE ABBIAMO.
La parte del leone la fa ancora l'Urania della Mondadori, testata a cui sono indiscutibilmente affezionato ma che presenta più di qualche ombra; non ultima la questione traduzioni. Non sempre integrali, e quasi mai segnalate nella loro incompletezza.
Sia come sia, di Urania escono dodici volumi l'anno, più qualche speciale, quasi tutti autori Anglosassoni tranne due\tre italiani (tra cui il vincitore del premio omonimo ) con una qualità altalenante. Esiste anche una testa consorella Urania Collezione di ristampe di Classici veri o presunti con altre dodici uscite annuali, mentre ben più interessante è il trimestrale Millemondi dedicato alle Antologie.
A parte questo in edicola non c'è praticamente niente altro.
Ora secondo dati, non ufficiali, del Forum UraniaMania, la tiratura media di un numero di Urania è di circa quindicimila copie, di cui almeno la metà vendute.
Questo, naturalmente,non significa che i lettori siano solo 7000\8000; probabilmente, sempre secondo i dati non ufficiali, ogni copia venduta ha, statisticamente, almeno tre lettori tra prestiti, scambi, rivendite nel circuito dell'usato e così via.
Questo ci darebbe una popolazione di lettori compresa tra le ottomila e le ventiquattromila unità.
Su una popolazione di sessanta milioni di abitanti.





Andando nel circuito delle librerie le cose non sono migliori: c'è la Delos che ha una sua collana di agili tascabili e la Odissea Fantascienza, che però traduce solo racconti e romanzi brevi, spesso selezionati tra i vincitori o comunque i finalisti sei vari premi d'oltreoceano. In più la Delos pubblica Robot,forse la migliore rivista del nostro paese, nuova incarnazione di una storica pubblicazione degli anni settanta.
Ma di Robot escono solo tre numeri l'anno. In più, nel 2003, al momento della ripresa, il recentemente scomparso Vittorio Curtoni dichiarò di avere al momento ottocento abbonati e che la soglia di sicurezza per poter continuare a mantenersi sarebbe stata almeno mille.
In seguito, nell'editoriale del cinquantottesimo numero,Silvio Sosio, ha scritto, che un racconto pubblicato sulla rivista raggiungono tra i mille e i duemila lettori.

E questo sempre su una popolazione di sessanta milioni di abitanti.
Poi abbiamo le pubblicazioni della ELARA, che io non ho mai comprato, riguardo la quale tutti mi dicono bene a livello di cura e contenuti ma di cui si lamentano comunque per gli alti prezzi.

Poi ci sono piccole o minuscole realtà,attive solo su internet, spesso costruite da gruppi di appassionati come le Edizioni Della Vigna; le Edizioni Scudo con la loro rivista Short Stories (più tutta una serie di altre pubblicazioni; nonchè ALIA della CS_Libri di cui ho parlato abbondatemente e che contiene anche fantascienza.
A parte questo a livello cartaceo c'è il nulla.
Per il digitale invece, è notizia di questi giorni la nascita della PYRA Edizioni con la sua collana Gemini, di cui conosco però ancora troppo poco per poterne parlare.
Quello che manca oggi, secondo me, è l'equivalente di quello che editori come la Gargoyle o la XII rappresentano per l'Editoria Horror cioè la Casa Editrice punto di riferimento per tutti lettori; appassionati ed operatori del Settore.
Ma le vecchie realtà di riferimento che fine hanno fatto?

-QUELLO CHE ABBIAMO PERSO.





Nord e Fanucci praticamente non stampano più fantascienza.
Ecco l'ho detto.
E se il primo qualche scusa ce l'ha, con il fallimento nel 2002 di Solaria,l'ultimo tentativo di creare una pubblicazione da edicola concorrente di Urania( ci sarebbe voluta però una maggiore attenzione nei confronti della scelta delle opere da presentare, questo si)
, la milanese Edizioni Nord con la sua acquisizione da parte del gruppo Spagnol ha praticamente virato il suo catalogo verso narrative di confine, ben difficilmente inquadrabili in generi ben definiti.
Anche l'Armenia in un paio d'anni ha visto fallire un suo tentativo di lanciare una sua collana da libreria, ma anche in questo caso probabilmente, la casa editrice ha scontato una politica editoriale fatta di scelte sbagliate a livello di testi e prezzi eccessivamente alti.

Per il resto i cosiddetti editori generalisti, preferiscono puntare sempre e solo su bestesellers, spesso presunti e costruiti a tavolino; e anche quando, per errore, presentano un testo sci fi, preferiscono sempre non presentarlo come tale, un caso lampante è quello del tedesco Frank Shatzing, con il suo IL QUINTO GIORNO, un romanzo indiscutibilmente fantascientifico pubblicizzato però dall'editore nostrano come un thriller.
Espressione, detto tra noi, che io cancellerei per legge tanto viene ultimamente utilizzata a sproposito.

-AUTORI E CRITICI NEL' (EX) BELPAESE.










Una delle critiche rivolte spesso dai lettori occasionali, è che autori del Belpaese, manchino della preparazione tecnica per creare storie con solide basi scientifiche; questo a differenza dei loro colleghi anglosassoni, accusati però di essere eccessivamente infodumposi e in qualche caso "noiosi".
Insomma bella contraddizione.
Come se ne esce?
In Italia esistono praticamente due correnti : quella Ucronica e quella del cosiddetto Connettivismo. La prima indubbiamente più umanistica, la seconda più tecnica,entrambe con effettivi punti di forza ma, se alle volte vorrei vedere i primi variare un poco il menù, i secondi, spesso, passano più tempo a dover spiegare cosa è realmente il connettivismo che che a scrivere effettivamente.
Per quanto riguarda gli scrittori singoli, ci sono stati diversi nomi venuti fuori nel corso degli anni. Ma se gli autori della vecchia scuola, quella degli anni cinquanta-sessanta lentamente stanno scomparendo, tra le cosiddette nuove leve, pur in presenza di scrittori interessanti manca ancora il nome o l'autore simbolo come poteva essere il primo Valerio Evangelisti.
però almeno su questa cosa mi sento di essere ottimista, si è cominciato un cammino qualche anno fa, un cammino che ancora non sappiamo dove ci porterà, ma almeno è un primo inizio.

Parliamo adesso della critica.
Esiste? E' sufficiente?
Pochi sono gli spazi a livello di pubblicazioni cartacee,qualcosa fa la Delos con la rivista omonima e con la succitata Robot, altro fanno le piccole case editrici,mentre le piccole fanzine, vero e proprio sottobosco degli appassionati da cui poi in passato venivano fuori i futuri critici sono quasi totalmente estinte ma la sensazione generale è che il grosso, almeno nel nostro paese avvenga in rete.
E la rete è per sua natura anarchica, difficilmente controllabile.
Le case editrici fanno fatica a comprenderlo fino in fondo, dimostrando,a volte, di essere in profondo ritardo rispetto al fenomeno. Si pubblicano online i cataloghi, certo, si ordinano i libri online, certo.
Ma tutto viene ancora, com'è giusto che sia, dagli appassionati.
Ma quale critica serve?
Vi rimando al post di IGUANA, però sappiamo tutti che esistono diversi tipi di approcci:si trova anche quello distruttivo dello stroncare tutto e tutti, giusto per fare polemiche ma si trova anche una critica più ragionata, spesso migliore di quella che farebbe un professionista, che è poi quella che cerchiamo di fare noi. Ognuno nel suo piccolo

Non so voi, ma il mio ideale di critico sarebbe l' Elvezio Sciallis di MALPERTUIS, dove oltre alla passione si scorgeva la competenza e l'onestà intellettuale.
E dove anche nei post più apertamente cazzoni alla fine spuntava sempre il ragionamento o l'elemento che, assieme al frizzo e al lazzo ti costringeva a fermarti a pensare.

Anche per questo ho appoggiato l'idea di Angelo, anche per questo ho inserito le considerazioni di Gianluca sui feedback, perchè non so voi, ma...ho un po ovunque la sensazione di vedere sempre gli stessi nomi, a commentare, ad aggregarsi, anche a discutere tra noi, perchè tra appassionati oltre che tra persone mature ci sta.
E anche se facciamo parte della minoranza di una minoranza, da qualche parte bisogna pur partire.
Il primo passo è sempre quello che conta,adesso e mi piacerebbe poter vedere in questo post partecipare tutti: connettivisti; Ucronici;lettori di Urania e no; appassionati; commentatori; lurker; moderati e no; gamberettiani e no.
In una parola, voi cosa ne pensate?
Mi rendo conto, di essermi dilungato oltre le mie intenzioni, questa volta più del solito quindi adesso chiudo.
L'augurio che faccio, a noi tutti appassionati di fantascienza è quello di poter ricominciare da qualcosa che c'era.
E che forse c'è ancora.

ALIA # 5 ANGLOSTORIE (2009).

PICCOLI IMPREVISTI, GRANDI CONFERME.








Uno dei miei primi post, una volta aperto il Blog era stata una recensione del sesto numero di ALIA una bella antologia edita dalla CS_libri di Torino.
Certo, nonostante siano passati pochi mesi, a rileggere adesso questi miei primi vagiti critici, mi chiedo come avete fatto a sopportarmi in quel periodo col mio iniziale atteggiamento da grande critico, cosa che non ero all'epoca e non sono certo adesso.
Quello che sicuramente non è cambiato è il mio giudizio positivo su quel numero di ALIA e sulle storie in essa contenute. ALIA 6 però era indubbiamente un numero differente dai precedenti, anomalo in un certo senso.
Fino al numero 5 infatti ALIA usciva a comparti separati; ogni numero aveva una edizione diversa ( a parte le copertine) sulla base della nazionalità degli autori ospitati con una edizione dedicata agli Autori Giapponesi; una per gli scrittori Italiani e, per finire quella, conosciuta comunemente come le ANGLOSTORIE con scrittori di madrelingua Inglese.

Il mese scorso, approfittando del gradito arrivo delle mie spettanze lavorative, avevo deciso di farmi, finalmente, un regalo e avevo ordinato alcuni libri a diverse case editrici e tra loro c'erano anche la copia del numero 5 di ALIA, sia nella versione degli scrittori Italiani che nelle ANGLOSTORIE.

Naturalmente, il "destino" nella veste della sempre solerte Posta Italiana ci doveva mettere lo zampino... e infatti non solo i pacchi mi sono arrivati tutti e dico tutti i pacchi da tre diversi editori dopo due settimane di attesa nell'unico giorno del mese, in cui a casa non c'era nessuno per poterli ricevere (quando si dice la preveggenza) ma una volta ritirati alla posta centrale arrivava la poco piacevole sorpresa che la copia di ALIA AUTORI ITALIANI era "misteriosamente scomparsa".

Ora, da un lato, mi piace il fatto che, in giro per l'Italia ci sia almeno un postino appassionato di letteratura fantastica, e che, trovandosi a dover scegliere tra MALAPUNTA delle Edizioni XII; o ALIA ANGLOSTORIE abbia scelto invece di "far finire sbadatamente nelle sue tasche" il numero di ALIA autori italiani con racconti di Davide Mana; Elvezio Sciallis e Massimo Citi. Insomma, mi piace l'idea di questo postino nazionalista e con un ottimo gusto, però dall' altro lato la cosa che il volume sia andato perso mi fa incazzare come una bestia.

Vediamo adesso a questo numero 5 di ALIA ANGLOSTORIE: sin dalla copertina rossa, la sensazione è pòsitiva, la pubblicazione mi ricorda i vecchi volumi della Fanucci dei tempi d'oro con
quell'aria tanto old style che però al suo interno rivelavano sempre letture gradevoli, con spesso vere e proprie notevoli sorprese.

Nell'Antologia sono presenti sette racconti, tutti inediti per il nostro Paese tranne uno, in un alternanza tra scrittori abbondantemente conosciuti da noi come Ted Chiang e Michael Moorcock ed autori famosissimi all'Estero ma scarsamente tradotti nel nostro paese come Karl Schroeder; Lillian Csernica e Tim Pratt.

Le storie dichiaratamente fantascientifiche sono due :Cosa ci si aspetta da noi del fenomeno Ted Chiang che apre il volume e Corona del Canadese Karl Schroeder che invece lo chiude. La prima pubblicata originariamente sulla rivista di divulgazione scientifica Nature è una classica storia sul libero arbitrio ...o sui comportamenti umani una volta scoperta la sua inesistenza. Chiang conferma qui la sua bravura, se mai ce ne fosse bisogno e in tre pagine ci consegna una storia praticamente perfetta. Una vera sorpresa è stata invece la seconda storia su una madre separata che riceve un messaggio sul pericolo imminente per il suo mondo, freddo e orbitante attorno a un sole artificiale. Sorpresa positiva per l'empatia che Schroeder riserva al suo personaggio femminile, ma anche per la sua capacità di affrontare uno schema vecchio come l'esistenza del genere in maniera fresca e godibile.

Gli altri racconti invece sono riconducibili a vari sottogeneri Fantasy. Personalmente ho apprezzato molto Barbablù e il bisonte bianco di Tim Pratt, un bizzarro weird western con il fantasma di Gilles de RAIS, creature provenienti dal mare che hanno invaso il Texas e maledizioni indiane, segnalo che il racconto fa parte di un ciclo quello di Ranger Girl mai giunto nel nostro paese, così come ho apprezzato anche Miss Carnstairs e il Tritone della statunitense Delia Sherman, l'unico racconto già pubblicato in passato in Italia, presentato qui però con una nuova traduzione, a cura del sempre effervescente Davide Mana. La storia, con la scusa della descrizione di un fortuito incontro tra gli esponenti di due razze diverse, si trasforma pian piano in un incontro tra due differenti tipologie di solitudini.

In definitiva l'unico racconto che mi ha lasciato leggermente perplesso è il fantasy Lo spadaccino che non si chiamava morte. Sarà colpa mia, ma questo racconto di Ellen Kushner non mi ha detto niente.





Giungiamo adesso a quella, che per me, è la storia migliore del libro: il vecchio leone inglese Michael Moorcock regala un delizioso apocrifo di Sherlock Holmes, ho già detto altrove quanto mi piacciano i pastiches holmesiani, ma uno dei migliori che abbia mai letto è proprio questo L'avventura dell'inquilino di Dorset Street, non c'è soprannaturale, non ci sono elementi magici ma semplicemente una solida storia, una gran costruzione della trama nonchè la bravura di Moorcock, che in questo caso, nonostante l'età, dimostra di sapersi ancora divertire.

In definitiva due sono le cose che ho compreso acquistando questo numero di ALIA:

- La prima, è che quando ci si affida alle Poste Italiane ci sarà sempre qualcosa che non andrà a finire completamente bene.

- La seconda e più importante cosa è che, scavando nella piccola Editoria, si riesce ancora, nonostante i tempi di magra, a fornire prodotti interessanti come questi.


P.S...se qualcuno tra voi, dovesse notare in giro un postino con il mio numero di ALIA, per favore...me lo fa sapere? (LOL)

ALIA 5 ANGLOSTORIE 144 pagine.
Euro 14,50. CS_LIBRI.

LO STRANO CASO DEL CIMITERO DI HIGHGATE. -Prima Parte.

Come cominciano le leggende?






















Londra 1862: Il poeta Dante Gabriele Rossetti seppellisce la propria compagna all'interno del Cimitero diHighgate. L'uomo getterà dentro la bara della scomparsa Elizabeth Siddal un libro di poesie a lei dedicate.
Almeno così dice lui.
Ma Rossetti non merita l'amore della Siddal. Sette anni dopo farà riesumare il corpo della donna per far conoscere al mondo le poesie che sono state scritte per lei; è stesso l'amata a volerlo.
Almeno così dice lui.
All' apertura della bara i presenti rimarranno innorriditi: invece di trovarsi davanti un corpo in piena decomposizione, si ritroveranno di fronte un cadavere in perfetto stato di conservazione, quasi come se fosse stato deposto il giorno prima. Il particolare più notevole è rappresentato dai lunghi capelli rossi di Elizabeth Siddal, cresciuti a dismisura ma perfettamente curati.
Inutile dire che il libro delle poesie di Dante Gabriele Rossetti diventerà per quegli anni un grande successo letterario.





Il Cimitero di Highgate è aperto da anni: la parte ovest è stata costruita nel 1839 da Stephen Geary,quella Est "solo" nel 1854 e niente di particolare è accaduto prima di allora. Però proprio grazie al primo caso di marketing letterario dell'epoca moderna e alla fascinazione dei lunghi capelli biondo-rossastro di un incolpevole donna morta tra i vicoli di Londra, si comincia a sussurrare che qualcosa si nasconda tra le sepolture Vittoriane del luogo.

-PASSANO I GIORNI,PASSANO GLI ANNI...
Col tempo la parte Ovest viene chiusa al pubblico, mentre la Est continua ad essere utilizzata per le sepolture. La zona inutilizzata diventa il regno delle erbacce e dell'edera, vengono avvistati diversi animali selvatici che ne fanno la loro casa. In particolare le Volpi sembrano diventare comuni nel luogo.
Ma la gente continua ad avere paura: molte, troppe volte guardiani o semplici passanti rinvengono cadaveri dissanguati di animali, il più delle volte si tratta proprio di volpi trovate senza una goccia di sangue nel corpo.
La parola Vampiro risuona con sempre più forza tra i vicoli di Londra, anche perchè dopo la Volpi comincia a toccare agli esseri umani l'essere aggrediti, ma Londra è cambiata e sono cambiati anche i tempi.
Già, perchè nel frattempo in questa nostra storia siamo arrivati agli Anni sessanta del novecento. E in questo nostro racconto sono cambiati anche i cacciatori di Vampiri.

Ben due, per la precisione, figli del loro tempo. Non si può parlare di loro senza parlare del clima della swinging London di cui entrambi erano espressione.


-STORIA DI DUE UOMINI







Questa è la storia dei due uomini che decisero di dare la caccia al Vampiro di Highgate:
David Farrant e Sean Manchester. Il primo forse più in buona fede, il secondo, probabilmente, più cialtrone. Entrambi, però, dotati di larghe schiere di seguaci e, se la storia di Manchester la narrerà Fra Moretta su THE TRALFAMADORE CONNECTION, per quanto riguarda Farrant dovrete accontentarvi di me.
Abbiate la compiacenza di seguirmi ancora per un po. Entrate liberamente e di vostra volontà e lasciate un poco della felicità che portate. (Un premio a chi indovina la citazione)








-THE FARRANT FILES.
















David Farrant ha appena fondato la British Psychic and Occult Society e la sua attenzione viene attirata da tutta una serie di aggressioni riportate dalla stampa per le strade che costeggiano il Cimitero.
Due in particolare.
L'anno è il 1969 e il luogo è Swain's Lane.
Prima una giovane donna, poi un contabile riferiscono di essere sfuggiti in extremis all'aggressione di una figura descritta come un uomo alto, pallido e dai capelli neri, dagli innaturali occhi come brace.
Il contabile in particolare rivela di come la figura provenga dal cimitero.
Farrant da tempo ritiene che i Vampiri altro non siano che spiriti elementari della terra in grado di aggredire le persone sul piano psichico. E quindi agisce di conseguenza. Compie all'inizio meticolose indagini all'interno del Cimitero e il risultato sarà la scoperta dei resti dinumerosi rituali di magia nera. Il ricercatore è convinto che un gruppo di adepti satanisti abbia risvegliato questo elementare.
Anche il "rivale" Sean Manchester in maniera autonoma giungerà alle stesse conclusioni, ma la rivalità tra i due è destinata ad aumentare col tempo.






Il 21 Dicembre del 1969, sera del solstizio d'inverno, David Farrant ritiene di essere pronto e si dirige verso Highgate. Il giorno dopo dichiarerà di aver incontrato il Vampiro
e di essere sfuggito a stento ad un attacco psichico della creatura descritta sempre come un uomo alto, dai capelli scuri in grado di levitare.
In seguito Jessie Stone, una collaboratrice di Farrant organizzerà una seduta spiritica per cercare di contrastare lo spirito ma la seduta finirà male, la giovane medium sarà aggredita (sempre secondo le sue dichiarazioni) dallo spirito del Vampiro e si salverà a stento.


-13 NOVEMBRE 1970.
La rivalità tra Manchester e Farrant è vicina ad esplodere, ma è ormai il primo a dominare sui media, che "naturalmente" si sono impossessati del caso . Più telegenico e "personaggio" Sean rivendica per sè stesso, presunto sacerdote veterocattolico (ma che tuttavia non disdegna di farsi circondare da belle donne) il ruolo di esorcista.
Ed ha l'idea di organizzare una Messa pubblica con annesso esorcismo all'interno del Cimitero.La rete ITV decide di riprendere "l'avvenimento", decine di persone si riversano nella struttura e perfino il "non invitato rivale" Farrant, schiumante di rabbia prende la decisione di presentarsi, se non altro per tentare di rubare la scena a Manchester. Mentre il presule si cala all'interno della tomba indicata come la sede del Mostro però la situazione sfugge di mano. L'isteria collettiva dilaga: intere tombe vengono scoperchiate in una delirante caccia contro non si sa più che cosa. Molti cadaveri vengono impalati e interviene la polizia che a stento riesce a riportare l'ordine.






E il peggio è che tutto questo entra nelle case degli Inglesi.
La ITV riprende la maggior parte delle scene anche se poi negli anni successivi deciderà di non replicare mai più la trasmissione.
Alla fine della giornata David Farrant, forse nemmeno uno dei più colpevoli, viene arrestato. L'accusa: violazione e profanazione di tombe. La condanna: cinque anni di reclusione.


Per l'uomo si aprono così le porte delle carceri di Sua Maestà Britannica. mentre il "rivale" continuerà a cacciare il Vampiro.



CONTINUA:...e per continua, intendo continua con la storia vista con gli occhi di Sean Manchester raccontata da FRA Moretta e poi dopo un bel post a quattro mani, con L'EPILOGO più qualche considerazione, da voi non richiesta, ma che vi cuccate lo stesso solo perché siamo sadici.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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