SANGUE A HOLLYWOOD: VIRGINIA RAPPE ! -Prima Parte.

San Francisco. Istituto di Medicina Legale.
10 settembre 1921.
Sembrerebbe una giornata come tante altre, almeno così pensa il vice responsabile Michael Brown.
Una telefonata decisamente inaspettata infrange per sempre la sua convinzione.
Dall'altro capo del telefono una voce decisamente tremante chiede confusamente informazioni su una certa autopsia, lo sconosciuto inoltre cerca di sapere se è tutto a posto e se "il problema" sia stato risolto.
C'è qualcosa nel tono ed anche nel tipo di domande che insospettisce Brown.

Il medico è una di quelle persone coscienziose, di quelle che non siamo mai abituati a notare dato che siamo perennemente distratti da tutti gli altri, quelli che coscienziosi non sono, ed è abituato a svolgere bene il suo lavoro.
Brown sa anche che all'ospedale di San Francisco in quei giorni è avvenuto un decesso molto "particolare"
Decide quindi di intervenire in prima persona.
Quello che trova, quello che scopre appena giunto sul luogo, è una frenetica quanto incompetente attività di insabbiamento.
C'è un medico che sta per far incenerire un barattolo, ad esempio. Il barattolo contiene i resti degli organi femminili di una giovane donna morta da poco, la donna è una giovanissima attrice, una quasi debuttante chiamata Virginia Rappe.
La causa ufficiale della morte sembrerebbe essere un attacco di peritonite.
Eppure la vescica della defunta appare lacerata in maniera violenta.
Brown fa la cosa giusta: sospende tutte le operazioni e fa chiamare la polizia.
Questo però è solo il penultimo ultimo atto di una vicenda cominciata molto tempo prima.

- L' ATTRICE CON LA CUFFIETTA.

Virginia Rappe in California ci era arrivata diversi anni prima, probabilmente già nel 1916.
Come molte altre ragazze di bella presenza prima e dopo di lei era mossa dal desiderio di diventare un'attrice di successo
Ricorda niente questa storia?

Virginia Caroline Rapp, questo il suo vero nome, era nata a Chicago nel 1891, non conobbe mai chi era suo padre e presto molto presto, quando aveva 11 anni perse anche la madre Mabel.  Fu quindi la nonna ad occuparsi di lei, ma non per molto.
Ben presto infatti, Virginia Caroline Rapp cominciò una discreta carriera come modella. L'immagine del suo volto adornato da una cuffia finì sulla copertina di Let Me Call You Sweetheart una canzone di successo dell'epoca.
Da allora fu per tutti "la ragazza con la cuffietta",  Virginia aveva da poco compiuto 14 anni.
Dopo poco si trasferì a San Francisco, si sposò con un giovane stilista con cui aveva lavorato come indossatrice per un certo periodo.
Il matrimonio non durò molto, il marito morì ben presto in un incidente stradale.

Il passo successivo fu breve, la giovane modella cambiò il proprio cognome e decise di dirigersi nella Terra dei Sogni: Los Angeles.
Virginia Rappe era decisa a sfondare e niente e nessuno l'avrebbe fermata.



Inizialmente le cose andarono bene: il regista Fred J. Balshofer le affidò dei ruoli in un paio di film: prima Paradise Garden girato nel 1917 e poi, l'anno dopo fu il turno di Over the Rhine ( conosciuto anche come An Adventuress o perfino come Isle of Love) affianco ad un certo Rodolfo Valentino

Non si conosce il numero esatto dei film interpretati dalla Rappe perché molti sono andati perduti, spesso si trattava di piccoli ruoli all'interno di cortometraggi, nella maggior parte dei casi Virginia Rappe veniva notata più per i suoi cappellini e il resto del suo abbigliamento che per le abilità recitative.



Dopotutto era e rimaneva pur sempre "la ragazza con la cuffietta".
Però la giovane attricetta, che non era certo una sprovveduta, stava cominciando a farsi notare.
E a diventare parte attiva di quel mondo.
Nel bene come nel male.
Sicuramente soffriva di cistite, alcune malelingue misero anche in giro la voce che soffrisse di malattie veneree (1) e che fosse dedita (come la metà degli artisti della Hollywood ) al consumo abituale di alcolici.
Questo però non giustifica in nessuna maniera quello che le accadde dopo.
Comunque piano piano la carriera della Rappe andava avanti e poco alla volta registi e produttori importanti come Mark Sennett e William Fox cominciavano ad accorgersi di lei.




Fu proprio con uno di loro che si fidanzò e col quale andò a vivere.
Henry Lehrman, famoso per essere stato uno dei primi a credere nel talento di Charlie Chaplin, era una di quelle figure di cineasti metà registi metà produttori tanto diffuse nella pionieristica Hollywood degli albori, colpito dal fascino della giovane di Chicago, la fece lavorare in molti dei suoi film.
E fu sempre Lehrman a presentare Virginia Rappe all'altro protagonista di questa Storia.
In un certo senso le presentò il volto che avrebbe interpretato il ruolo del Destino per la giovane attrice.

- UN UOMO CHIAMATO "FATTY"

Se c'era una persona che si faceva notare quello era proprio Roscoe Arbuckle (1887-1933) di lui si raccontava che fosse nato già grasso.
E grasso era rimasto anche in età adulta giungendo a pesare anche 130 chili.
Il fisico inconsueto per epoca, l'aspetto bonario ed anche un gran talento nella recitazione lo avevano decisamente aiutato e così -grazie anche ad una carriera costruita negli anni- il corpulento attore era diventato uno dei comici più popolari del periodo.
Famoso quanto Chaplin, se non di più, l'attore si era specializzato nell'interpretare parti da ingenuo bambinone, da campagnolo appena giunto in città, lui era il poliziotto che prendeva le torte in faccia, il romantico sognatore inizialmente dileggiato dall'oggetto delle sue attenzioni e dagli altri che però finiva sempre col coronare i suoi sogni.

Per l'uomo medio era facile identificarsi con lui.
Non erano tutte rose e fiori: per contratto non poteva dimagrire oltre i 110 chili, lo chiamavano in vari modi: il principe delle balene oppure "Fatty" cioè grassone, soprannome che lui odiava.
Molto spesso in privato, davanti ai suoi amici l'uomo ci teneva a dimostrare di essere molto più agile di quanto apparisse sullo schermo.
Ad ogni modo i film con Roscoe "Fatty" Arbuckle guadagnavano sempre un sacco di soldi, l'attore a detta di tutti si dimostrava una persona gentile, generosa e profondamente ingenua anche fuori dal set. Oltretutto Arbuckle aveva provato di possedere un grosso fiuto anche come impresario e produttore, era stato lui a lanciare sullo schermo un giovane e sconosciuto Buster Keaton.
E con Keaton avrebbe mantenuto una sincera amicizia per tutta la sua vita.


Insomma, Fatty Arbuckle era uno dei Re di Hollywood, uno dei personaggi più amati dalle famiglie e dai bambini americani.
Certo l'uomo pur essendo sposato non nascondeva di apprezzare le belle donne e molto probabilmente non fu insensibile al fascino di Virginia Rappe.
L'attrice aveva appena terminato di girare il film A Twilight Baby, finalmente con una parte da protagonista mentre Arbuckle aveva ottenuto un grosso contratto con la Paramount e verosimilmente offrì alla Rappe un ruolo importante nel suo film successivo.
Sembrava tutto fatto.
Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo dopo.

(Continua....)

NOTE:
(1) Anche questa non era una cosa insolita nella Hollywood dei primi decenni decenni del secolo.
La promiscuità sessuale era un'abitudine talmente diffusa che ogni tanto i vari produttori erano costretti a chiudere i loro studios per disinfestazione,causa ricorrenti epidemie di piattole.

26 commenti:

Bara Volante ha detto...

No più che altro non so se posso aspettare molto il resto della storia ecco! Gran post, non conoscevo quasi nulla di questa storia ma mi sono letto tutto d’un fiato ;-) Cheers

Pirkaf ha detto...

Se esistesse un tasto mi piace per i tuoi post lo consumerei.
Aspetto il seguito.

Obsidian M ha detto...

Sapremo mai chi fece quella telefonata? Ok, no, non lo voglio sapere.

Ariano Geta ha detto...

I mystery nocturni mi mancavano. Attenderò con (im)pazienza il seguito della storia.

MikiMoz ha detto...

Wao, una nuova storia delle tue: spero di non perdermi i seguiti, perché starò via qualche giorno.
Molto belle, al di là del dramma, le storie nere hollywoodiane o comunque nel mondo del cinema...^^

Moz-

Nick Parisi. ha detto...

@ Bara Volante
E' una storia quasi dimenticata, si tratta di uno dei primi scandali e dei primi omicidi della storia di Hollywood, il secondo in ordine cronologico.
Ne riparleremo ancora.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
In settimana esce la seconda parte.
Grazie per il complimento! ^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M.
Ne riparliamo a breve.^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Questo è più un misto tra i classici "Mysteri Nocturni" e l'altra rubrica "Sangue ad Hollywood" dedicata agli omicidi della città degli attori. In questi primi mesi del 2018 sto cercando di recuperare tutte quelle rubriche che avevo dovuto trascurare a causa della sospensione forzata dell'anno scorso.
Presto spero di recuperare tutti i vecchi progetti ed anche di concluderne alcuni come quello sul mondo del fumetto portoghese.

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMOz
Questa settimana concludo tutto con la seconda puntata, ma non ti preoccupare: potrai recuperarla quando vuoi.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una nuova storia tutta da seguire.
Saluti a presto.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Sto già scrivendo il seguito,non dovrai aspettare troppo.

Patricia Moll ha detto...

In grande spolvero, Nick! :)
Però adesso non farci attendere troppo eh... i tuoi misteri sono sempre coinvolgenti.

ps sbaglio ma era proprio Fatty ad essere stato accusato di pedofilia?

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Non ti farò aspettare troppo. Pochi giorni ed arriva la conclusione.
ps
E secondo te lo posso svelare adesso?XD

Patricia Moll ha detto...

Allora ricordavo bene! :D)
BAcio!

Recenso ha detto...

Ho vaghi ricordi di questo Fatty - non mi piaceva - ma non sapevo niente di questa storia. Non vedo l'ora di leggere il resto.
Bravo, Nick!

Valeria

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Ne riparliamo a giorni.^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Recenso
Bentornata su Nocturnia!
Vedrai il finale non ti deluderà...e di più per ora non posso dire.

Donata Ginevra ha detto...

Leggerti è un piacere, cavoli, hai una narrazione da film, mi sembra quasi di assistere a una puntata, scritta, di blu notte! Grandissimo, zio Nick!! Attendo ovviamente il, seguito! *__*

Lisa Deiuri ha detto...

Bellissimo, Nick! Non vedo l'ora di leggere il seguito.

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata Ginevra
Miglior complimento non potevi farmelo! *__*
Apprezzo moltissimo Lucarelli, per me è il migliore nel suo genere, mi piace molto come scrive e come racconta nei suoi programmi.
Io però temo non riuscirò mai nemmeno lontanamente ad avvicinarmi al suo immenso talento!
Come ho detto agli altri cercherò di non farti aspettare troppo per la seconda e conclusiva parte.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lisa Deiuri
Ciao Lisa \ Violange, che bello risentirti! :)
E' vero ci sentiamo su Fb, però è sempre un gran piacere ritrovare su Nocturnia un commento di qualcuno dei primi lettori\ commentatori del blog.
Ricordi, quando entrambi cercavamo info sul film" Road to L"? ^^
Che tempi, che nostalgia! :)

Ribadisco la stessa promessa: cercherò di sbrigarmi con la stesura del seguito.
A prestissimo!

Cristina M. Cavaliere ha detto...

Ma dove vai a scovare questi fatti di cronaca? Accidenti, è proprio interessante... e non vedo l'ora anch'io di leggere il seguito. Ti dirò che la foto-primo piano di Fatty mi mette i brividi. Non mi sembra per niente simpatico, anzi: potrebbe figurare degnamente in qualche racconto di Stephen King.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristina M. Cavaliere
Ehhh, dove li vado a trovare? Sono una persona molto curiosa, da sempre mi hanno incuriosito queste cose ed adesso cerco sempre di raccontarli quando li reputo interessanti.
Credo che King si sarebbe proprio divertito a rinarrare in chiave horror la vicenda di Fatty. ;)

Long John Silver ha detto...

È una storia molto interessante e dagli strascichi profondi nella vita dei protagonisti. Ne avevo letto qualcosina qualche tempo fa, ma è sempre un piacere leggere la storia dal tuo blog.

Nick Parisi. ha detto...

@ Long John Silver
Ti ringrazio, spero di non deluderti con la seconda parte.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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