SANGUE A HOLLYWOOD: VIRGINIA RAPPE ! - Seconda Parte

La prima parte si trova QUI.

Attenzione: alcuni tra i contenuti di questo post potrebbero offendere la sensibilità delle persone.

E' il 5 di settembre del 1921 che avviene tutto quanto.
Per tutta la mattinata a San Francisco sono giunti folti gruppi di viaggiatori provenienti da Los Angeles.
Si tratta di attori e produttori accompagnati da grosse altre personalità di Hollywood; critici cinematografici; festaioli per professione; amici degli amici;attrici; modelle o semplici
 belle ragazze in cerca di scrittura e tanta altra varia umanità.
L'occasione è di quelle importanti: una festa privata organizzata dal famoso attore Roscoe "Fatty"Arbuckle per festeggiare il suo nuovo contratto con la Paramount.
Col un cachet di un milione di dollari l'anno, per tre anni; Arbuckle è uno dei comici più pagati d' America.
Sicuramente è uno dei più amati.
In quell'ultimo sprazzo d' Estate californiana il pubblico considera Arbuckle come una sorta di "gigante gentile", l'ingenuo ragazzone venuto dalla campagna con il quale in tanti amano identificarsi.

Il party di Roscoe quindi si candida a diventare l'evento sociale del momento, una di quelle opportunità che non si possono perdere se si vuole entrare a far parte del "giro giusto".

All'interno di una delle auto c'è anche Virginia Rappe; ufficialmente Virginia è ancora legata sentimentalmente al regista Henry Lerhman ma ormai ognuno dei due conduce la propria vita in maniera indipendente dall'altro.
Nel gruppo con Virginia ci sono altre due donne la prima è Alice Blake, una cantante che si guadagna da vivere lavorando in diversi cori musicali. La seconda invece è un personaggio decisamente interessante nello schema delle cose della vecchia Hollywood, si chiama Maude Delmont  ma tutti preferiscono chiamarla "Bambina".(1)
 La Delmont è una di quelle bizzarre figure che vivono ai margini della "Mecca" del Cinema e non ha una buona reputazione.
Ufficialmente è una delle "pettegole" di Hollywood, una delle regine del "gossip" e del chiacchiericcio dello Star Sistem, sempre ufficialmente si mantiene facendo la cronaca degli eventi mondani,spesso lavora come confidente o collaboratrice delle varie rubriche della cronaca rosa cittadine.
In realtà gestisce un giro di prostituzione clandestina.
Si dice inoltre che abbia fatto fortuna ricattando diversi attori minacciando di rivelare ai giornali i loro segreti.
Ne diventa amica e protettrice quando sono giovani, poveri e sconosciuti, fornisce loro ragazze giovani e disponibili, spesso li aiuta a coprire situazioni imbarazzanti e poi una volta che questi acquistano un minimo di fama -sempre secondo le voci- li minaccia chiedendo per sé soldi e altri vantaggi sociali.

"Bambina" Maude Delmont

Le tre donne non si sono mai incontrate prima ma sembra che si trovino reciprocamente simpatiche, le unisce la consapevolezza di essere considerate dalla maggior parte degli altri invitati solo come delle comparse secondarie ed anche la convinzione che dopo quella festa il loro destino e le loro quotazioni cambieranno per sempre.
Non si tratta di solidarietà femminile quanto piuttosto di un'alleanza tra simili.

-IL PARTY.
Da parte sua "Fatty" si trova a San Francisco in compagnia di un paio di amici già da due giorni, l'attore sta approfittando della vacanza anche per rimettersi da un infortunio sul lavoro: sul set del suo ultimo film mentre girava una scena in mezzo al fuoco, i suoi glutei sono stati seriamente ustionati dalle fiamme. Di conseguenza l'attore usa l'incidente come scusa per circolare liberamente in pigiama davanti ai suoi invitati.
A Frisco, Arbuckle ha affittato ben tre appartamenti, un intero piano del San Francis Hotel: nell'appartamento 1219 risiede l'attore con uno dei due conoscenti; 1221 è occupato dal secondo accompagnatore del comico e il 1220 è stato lasciato libero per la festa.
Festa che parte ufficialmente quello stesso 5 settembre.
Non ci vuole molto prima che le cose degenerino.

In America in proibizionismo è ufficialmente in vigore già da un paio di anni, ma la cosa non sembra fermare gli ospiti del San Francis, gli alcolici sono disponibili in gran quantità all'interno dell'appartamento numero 1220 e tutti ne approfittano a volontà.
Non sembrano esserci molti astemi nell'appartamento numero 1220 in quel 5 settembre del 1921.
Perfino i balli cominciati tranquillamente al suono di una vecchia radio che trasmette i successi del momento diventano via via sempre meno controllati e all'interno delle sale inondate dal fumo si comincia a perdere il controllo.

Sono le tre del pomeriggio quando succede tutto.
Sparisce prima una ubriaca Virginia Rappe, probabilmente in cerca di un bagno libero in uno degli altri due appartamenti, poi scompare alla vista anche Roscoe Arbuckle, che per tutto il giorno ha continuato ad aggirarsi per le varie stanze in accappatoio e pigiama.
Inizialmente nessuno pare collegare le due assenze, o  forse sarebbe più giusto dire che a nessuno dei presenti pare interessare un granché della cosa.
Non ci vuole molto tempo prima che si sentano le urla di una voce femminile, poi ricompare il solo Fatty.

Il corpulento uomo trema, ridacchia nervosamente, ma più di questo Maude Delmont nota il suo aspetto: manca l'accappatoio ed il pigiama risulta strappato in più punti, tra le mani ( o addirittura sulla testa secondo altre testimonianze) l'uomo porta il cappellino della Rappe.
Il comico chiede ad alcune delle donne presenti di andare nella camera da letto dell'appartamento 1219 per aiutare la giovane attrice a rivestirsi.
Ed anche per calmarla, perché le urla della donna potrebbero infastidire gli altri invitati.
Sono passati anni da quel momento, anzi decenni, ma nessuno sa con precisione cosa sia accaduto, anche perché lo stesso Fatty Arbuckle cambierà più volte versione su cosa sia avvenuto prima in quel bagno e poi in quella camera da letto.
Ma di versioni discordanti ce ne saranno fin troppe in assoluto.

-LA VERSIONE DI MAUDE DELMONT.

Sono due le donne ad entrare nella camera dove si trova Virginia Rappe, la prima è Maude Delmont.
Vi sorprende questa cosa?
La seconda è la corista Alice Blake.
Le due donne dichiareranno di aver trovato la Rappe praticamente nuda sdraiata su un letto ed in preda a violente convulsioni.
Tra le varie urla la Delmont si dirà convinta di aver chiaramente udito la giovane attrice accusare Fatty di averle fatto del male e di aver paura di stare per morire.

Una ricostruzione dell'epoca con i volti dei testimoni
contro Roscoe "Fatty" Arbuckle. In alto a sinistra
spicca la foto della cantante Alice Blake.


- LA VERSIONE DI ALICE BLAKE.

L'altra donna sostanzialmente conferma la versione della Delmont, di suo aggiunge un qualcosa di straziante, tra un urlo e l'altro, Virginia Rappe le avrebbe sussurrato all'orecchio, qualcosa simile a:
" Fatty mi ha violentato! E' stato lui, non permettere che la passi liscia"
Stranamente però la donna non viene portata subito in ospedale,nemmeno si pensa a chiamare un medico per visitarla, siamo ancora nella fase in cui si spera di coprire il tutto.
Virginia Caroline Rappe viene faticosamente rivestita ed accompagnata in un altro albergo, dove Roscoe Arbuckle le ha prenotato una stanza.
Solo allora, solo nel secondo albergo un medico, il dottor Arthur Beardslee riuscirà a visitare la ragazza.
Quello che trova però aggiunge altre ombre a tutta la vicenda.
Beardslee -nonostante Maude Delmont gli abbia raccontato dello stupro- quando si decide a visitare la Rappe trova la donna chiaramente intossicata da alcol e droghe, ipotizza che queste sostanze abbiano aggravato la cistite di cui l'attrice soffre da tempo ma in nessun modo trova tracce di violenza sessuale.
Perlomeno non di una violenza sessuale intesa nel senso classico del termine.


Però Virginia Rappe continua ad accusare forti dolori ventrali ed è solo in questo momento che ci si decide a portarla in ospedale.
Ed è proprio lì che la giovane muore il 9 settembre 1921, non prima però di aver ripetuto davanti ad un'attonita infermiera di nome Grace Hultson le sue accuse nei confronti del popolare comico, nonché idolo delle folle Roscoe Fatty Arbuckle.
Sarà Il giorno dopo che il coroner Michael Brown riceverà la strana e confusa telefonata (partita forse da parte dell'entourage di Arbuckle) che, di fatto, lo spingerà ad aprire il caso (QUI)

- LE VERSIONI DI "FATTY".

Dal canto suo, in questa fase iniziale non ci fa certo una gran figura, la sua versione iniziale è di aver trovato Virginia Rappe sdraiata nella stanza da letto a contorcersi in preda alle sue angoscianti convulsioni.
I vestiti strappati?
Se li sarebbe lacerati l'attrice stessa non riuscendo a sopportare il dolore.
In seguito quando sarà arrestato dalla polizia il 17 settembre, l'attore cambierà versione sostenendo di aver trovato la giovane attrice a vomitare in bagno, di averla accompagnata in camera e di essere rimasto con lei solo pochi minuti prima di andare a cercare aiuto.
Certo, ammette di aver al massimo massaggiato lo stomaco della Rappe, ma su richiesta dell'attrice stessa, ma solo con del ghiaccio e puramente per farle passare i dolori.
Quando le indagini andranno avanti Roscoe, dimenticherà di citare quest'aggiunta.
Anche perché il manager della Rappe non tarda ad accusare il corpulento comico di aver lacerato la vescica della donna proprio stuprandola violentemente con uno spuntone di ghiaccio, la polizia invece è convinta che "Fatty"abbia ucciso la donna schiacciandola con la propria mole.
In seguito, durante il processo lo spuntone di ghiaccio si trasformerà nel collo di una bottiglia di vetro.


Una delle foto dell'autopsia
di Virginia Rappe

Perché il processo,anzi i processi andranno avanti a lungo, la morte di quella giovane attricetta originaria di Chicago si trasformeranno in una lunga,crudele e sfiancante battaglia procedurale in cui nessuna, proprio nessuna delle varie parti in causa, né per l'accusa e nemmeno per la difesa giocheranno pulito.
 La correttezza o la ricerca della verità? Il desiderio di far giustizia per le vittime?
Dimenticatele.
Dimenticatele tutte.
Non sembrano far parte di questo angolo di tempo e di questa porzione di mondo.

- PROCESSI, PROCESSI....E PROCESSI.

Prima ancora che le udienze comincino, alcuni produttori di Hollywood tentano di fare pressioni a favore di Arbuckle nei confronti della procura di San Francisco
La cosa gli si ritorce contro perché la voce arriva subito alla stampa.

Il 14 novembre dello stesso anno ha luogo la prima udienza, l'accusa viene rappresentata dal procuratore distrettuale Matthew Brady,persona profondamente scorretta, un uomo che vede in questo  processo solo l'occasione per lanciare la propria carriera politica. Come difensore invece viene chiamato Gavin McNab, un avvocato di grande esperienza,uno dei principi del foro californiani.
Nessuno dei due risparmierà all'altro più di un colpo basso.

Principale accusatrice di Arbuckle almeno nella fase iniziale si dimostra Maude "Bambina" Delmont, sarà lei a puntare implacabilmente il dito contro il comico e a ripetere la tesi dello stupro.
Questo almeno fino al momento in cui la difesa non esibisce come prova una lettera scritta dalla Delmont stessa, all'interno della quale la donna si dice disposta a cambiare la sua testimonianza in cambio di soldi.

Dal canto loro gli avvocati della difesa cercano di distruggere la reputazione della defunta, vittima pratica antica quanto il mondo, mettendone in dubbio la moralità: McNab ed i suoi collaboratori dipingono la deceduta come una donna facile e dedita all'abuso di alcol, ne ricordano i problemi di salute, ribadiscono che i frequenti abusi possano aver aggravato la cistite della ragazza,si spingono fino a parlare di cirrosi epatica o di malattie veneree. La difesa arriva perfino a mettere in giro voci su recenti aborti della Rappe.
Tutte concause che avrebbero condotto la giovane attrice alla peritonite a alla morte.
Peccato che l'autopsia dimostri chiaramente come Virginia Rappe nel corso della sua vita non sia stata incinta mai nemmeno una volta.

Per il resto le testimonianze, in un senso o nell'altro, si succedono numerose, sul banco uno dopo l'altro compaiono tutti i presenti a quel maledetto party e quasi tutti i protagonisti della nostra storia, dal dottor Beardslee all'infermiera Hultson.
E la bilancia penderà a favore dell'una o dell'altra parte più e più volte.


Foto scattata al primo processo

In diversi casi si scopre che il procuratore Brady ha intimidito e minacciato dei testimoni per convincerli a dichiarare ciò che vuole lui, la difesa invece i testimoni preferisce comprarli.
Roscoe Arbuckle è spesso presente, inoltre all'inizio del processo ha compiuto una sorta di piccolo miracolo portando dalla sua la moglie Minta.
I due per la verità si starebbero separando ma Minta Durfee dimostra di voler credere all'innocenza dell'uomo che è stato suo compagno per anni e adesso non si perde nemmeno una delle udienze.
Una solidarietà che Minta Durfee finisce per pagare di persona diventando anche lei il bersaglio delle proteste e delle contestazioni che quotidianamente si svolgono all'esterno del Tribunale.

Già, perché il clima in America è decisamente cambiato.
Se prima Roscoe Fatty Arbuckle era uno dei tre comici più amati del paese adesso, improvvisamente pare essere diventato l'uomo più odiato del pianeta.
La stampa di tutti gli Stati Uniti avvia una campagna diffamatoria contro il comico, in prima fila si posizionano senza nemmeno troppi problemi i quotidiani del magnate William  Randolph Hearst che, non solo ci guadagna dall'impennata delle vendite, ma risulta anche schierato dalla stessa parte politica del procuratore Brady.

Ma questo è ancora solo la punta dell'Iceberg.
Mentre a Washington eminenti membri del congresso tuonano contro l'eccessiva ricchezza in cui vivono le Star di Hollywood e contro il loro stile di vita immorale, un poco ovunque su tutto il territorio della nazione i film di Fatty vengono boicottati, spesso si tratta di associazioni femminili o femministe (non necessariamente le due cose coincidono) formatesi spontaneamente che organizzano picchetti davanti alle sale cinematografiche che li proiettano, altre volte sono i gestori stessi dei Cinema che si rifiutano di proiettarli rimandando indietro le bobine.
E quando invece i film vengono proiettati....le cose vanno ancora peggio: risse (2), devastazioni di sale cinematografiche, perfino spari di pistola contro gli schermi.
In questo clima in cui l'opinione pubblica arriva fino al punto di chiedere la pena di morte nei confronti di Arbuckle, la Paramount decide di rescindere il contratto appena firmato con il comico ed anche di distruggere alcuni film già girati dall'attore.
Uno alla volta gli amici di un tempo volgono le spalle al Divo ormai caduto in disgrazia.

Nel frattempo però il processo va avanti e poco alla volta la difesa ribalta una situazione che sembrava compromessa. Il collegio dei difensori porta a testimoniare almeno una ventina di esperti che sostengono come la morte per peritonite di Virginia Rappe sarebbe stata causata dal suo stile di vita che progressivamente avrebbe finito per indebolire il suo organismo, in aggiunta a questo alcuni degli iniziali accusatori ed accusatrici della Star fanno marcia indietro, una di loro, una certa Zey Pivron-Prevost ad un certo punto finisce anche per far perdere le proprie tracce.
Ma il vero colpo di genio di McNab e soci consiste proprio nella testimonianza dello stesso Arbuckle; per un attimo, solo per un attimo il brillante attore del muto sembra ritrovare il suo smalto e la sua capacità di fascinazione, Roscoe in pratica non fa altro che ripetere la sua seconda versione dei fatti, ma c'è qualcosa nel suo sguardo, nei suoi gesti che pare convincere la maggior parte dei giurati.
Per ben due volte l'uomo viene assolto e per ben due volte il Tribunale annulla il verdetto per un vizio di forma.

Quando si celebra il terzo processo è ormai passato un anno dalla morte violenta ,insensata e crudele di Virginia Rappe e la nuova giuria non ci mette molto ad emettere la sentenza.
Che, per la terza e decisiva volta risulta essere di assoluzione
Nuovi scandali stanno insanguinando Hollywood e forse la maggior parte delle persone non ha più nemmeno la voglia di pensare ad un' attricetta di cui nessuno ricorda nemmeno più il nome.
E dopo aver letto il verdetto, capita ancora qualcos'altro, qualcosa che non è mai successo prima e che non capiterà mai più negli annali della cronaca penale degli Stati Uniti.
Dopo l'assoluzione il presidente della giuria legge una dichiarazione con la quale la giuria si "scusa" con l'attore per tutti i problemi che il processo gli ha causato.
Poi uno alla volta tutti i giurati vanno a stringere la mano o ad abbracciare il commosso ed incredulo attore.
Tra i fotografi presenti ce n'è uno che si dimostra particolarmente lesto ad immortalare l'evento ed eccoli lì, accusato e giuria tutti in posa a farsi fotografare assieme in una manciata di scatti.
Roscoe Fatty Arbuckle è a tutti gli effetti un uomo libero.
Questa però è la sua unica vittoria.
Per il resto Roscoe Fatty Arbuckle è un uomo solo a cui non è rimasto più nulla.

- EPILOGHI.


Virginia Rappe ebbe un sontuoso e seguitissimo funerale, in un certo senso il successo che non conobbe in vita lo ebbe in quel momento, la sua tomba è ancora oggi ben visibile all'interno del Cimitero di Los Angeles.
Qualsiasi cosa sia avvenuta quel giorno in quella camera d'albergo Virginia Rappe è stata uccisa due volte.
La seconda volta è avvenuta in Tribunale.
Virginia Rappe è stata una donna del suo tempo dotata di propri pregi e difetti,vizi e virtù e che ancora sta aspettando giustizia, vittima di un sistema più grande di lei,sempre in un certo senso potremmo paragonare questa ragazza morta a nemmeno 26 anni alla falena che si brucia quando si avvicina troppo alla luce.
E quante di queste falene vivono ancora oggi in una realtà come quella di Hollywood?
Non era una persona perfetta, questo no, ma ha avuto un destino che non meritava.
Ad ogni modo la lapide e la tomba sono ancora là, silenziose testimoni di un'epoca che fu.
Così come c'è ancora l'Hotel San Francis in quel di San Francisco.
Rimane anche l'appartamento numero 1219, anche se nel frattempo ha cambiato arredamento, lo affittano ancora a clienti facoltosi, ma se andrete da quelle parti in periodi di bassa stagione è probabile che troverete facilmente qualche concierge dotato di buona volontà e lingua lunga disposto a farvelo visitare


In quanto a Maude "Bambina" Delmont subito dopo il processo, per un certo periodo si guadagnò da vivere tenendo conferenze in giro su tutto il territorio degli Stati Uniti.
Ovunque andasse si presentava sempre come la donna che aveva smascherato Roscoe "Fatty"Arbuckle.

Quest'ultimo non si riprese mai completamente dagli eventi fin qui narrati, abbandonato da quasi tutti i colleghi e gli amici per anni visse isolato ed ostracizzato dalla maggior parte degli ambienti della Mecca del Cinema. Per anni, salvo alcune eccezioni, non riuscì quasi più a lavorare eben presto dovette vendere buona parte delle sue proprietà per pagare gli avvocati che lo avevano assistito durante il processo.
Lentamente cadde nelle spire dell'alcolismo ed anche il suo matrimonio con Minta Durfee non durò a lungo.
La coppia già formalmente sciolta da tempo si separò ufficialmente nel 1925.

Pochi non lo abbandonarono mai completamente: uno fu Charlie Chaplin che per tutta la sua vita non si fece problemi a dichiarare in pubblico di credere fermamente nell'innocenza di Arbuckle.
Il secondo fu l'amico di tutta una vita Buster Keaton che, molto più praticamente, sfidò il rigido clima di censura hollywoodiana continuando a far lavorare "Fatty" (sia pur sotto pseudonimo) all'interno dei suoi film a volte in veste di attore altre volte in veste di regista e perfino di autore.
Per questo motivo Keaton si alienò molte simpatie e si fece parecchi nemici nell'ambiente.
Eppure tirò dritto giungendo al punto di riconoscere  a Roscoe grosse percentuali dagli incassi dei film che giravano assieme.

La copertina del disco "Let Me Call You Sweerheart"
di cui abbiamo parlato QUI La modella che si era
prestata per l'illustrazione era Virginia Rappe
Da questa copertina in poi la Rappe fu conosciuta
per anni come "la ragazza con la cuffietta"

Per molto tempo il panciuto attore implorò sui giornali di poter tornare a lavorare col suo nome.
Non lo ascoltarono in molti.
La sua era decisamente un' eredità pesante.
Ed un ricordo sgradevole.
Fu solo nel 1932 che potè tornare a recitare in maniera completa: prima per sei cortometraggi  realizzati per conto della Warner Bros e poi l'anno dopo finalmente la stessa casa produttrice gli propose di girare un paio di lungometraggi.

Roscoe Arbuckle morì d'infarto la notte dello stesso giorno in cui aveva firmato il contratto, l'attore aveva appena 46 anni.
Il suo cuore semplicemente non aveva retto, troppi erano stati i rovesci del destino.
Per tutta la vita aveva dovuto subire su se i sospetti della gente, a lungo il suo nome era stato al centro del dibattito tra colpevolisti ed innocentisti.
Dibattito che sia pur sotto forme e modi diversi continua ancora oggi con gli innocentisti cresciuti di numero in questi ultimi anni.
Ma non è stato sempre così.

- DI HUMANA PIETAS E DI ALTRE CONSIDERAZIONI NON RICHIESTE.

In quanto a me, umile narratore di questa vicenda rimango qui a chiedermi se ve l'ho raccontata bene, se ho reso giustizia ai miei personaggi o se piuttosto li ho trattati come semplici marionette.
Se ho compreso io per primo il segreto nascosto e l'animo dei soggetti intervenuti.
Una risposta che faccio fatica a darmi.
Non posso però fare a meno di provare la mia personale humana pietas per le vittime.
Dopotutto sono un essere umano anche io.
E magari proprio in questo risiede la vera risposta, l'unica che in tutta coscienza posso dare per primo a me stesso.
Qualcosa di terribile è probabilmente accaduto davvero in quella camera da letto dell' appartamento numero 1219, dico probabilmente perché non c'eravamo né voi né io.
Non giustifico e non assolvo, non ci sono giustificazioni o assoluzioni per certi crimini.
Ma è quello che è successo dopo,  con i vari squali e sciacalli che hanno fiutato il sangue e che ci hanno sguazzato l'aspetto peggiore.
Ed ecco quindi che alla fine quello che ci potrebbe salvare sarebbe proprio l'humana pietas, pietà per le vittime, pietà per i deboli.
Perché se ce lo ricordassimo più spesso questo nostro essere "umani" forse, e dico forse, non ci sarà mai più nessun appartamento numero 1219.

FINE


ALCUNE FONTI:

-MURDERPEDIA

-THE TRIAL OF FATTY.

-BETWEEN THE LINES


-THE CUT


-BBC

NOTE:
(1) Bambina scritto e pronunciato alla maniera italiana.
(2) Ad Hartford nel Connecticut ad esempio una intera sala cinematografica venne completamente devastata da un gruppo di donne inferocite perché si stava proiettando una comica con protagonista Roscoe Arbuckle.

24 commenti:

gloria barberi ha detto...

Che storia da brividi, la conoscevo davvero soltanto a grandi linee come uno dei grandi scandali dell'epoca. Certo, con i mezzi di oggi sarebbe più facile comprendere le responsabilità. Pietas, è vero. Perché alla fine, nel mondo assurdo di Hollywood, tanti sono diventati vittime, sia di altri che di sé stessi.

Nick Parisi. ha detto...

@ gloria barberi
Hai detto bene,indipendentemente dalle responsabilità personali, quello che davvero colpisce in questa storia è il numero altissimo di persone che ci hanno voluto speculare sopra.

MikiMoz ha detto...

Nick, davvero complimenti per la ricostruzione. È stato un (doppio) articolo interessantissimo, per me anche più degli altri analoghi, forse perché c'è tutto un lato di torbida e umana bassezza che appartiene a tutti.
Un mondo veloce, quello di Hollywood, dove si dimentica in fretta e dove le stelle diventano comete pronte a spegnersi.
Interessanti le prese di posizione di Keaton e Chaplin, nessuno ne è uscito assolto e il destino l'ha fatta pagare davvero a tutti.

Moz-

Patricia Moll ha detto...

Tu l'hai raccptata benissimo, Nick. Senza mai giudicare nessuno. Nè vittima nè carnefici.
Sì, carnefici al plurale perchè anche se è stato (sicuramente) Fatty a commettere lo stupro v violento, gli attori secondari di questa orribile vicenda hanno le loro colpe. DAgli avvocati, ai medici ai testimoni ai giurati e giudice.
Terribile quanto successe ma se seguiamo la cronaca nera odierna non andiamo poi troppo lontano eh... basta avere soldi e un nome che conta....

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
Chaplin che, come sai,ebbe anche lui i suoi bravi problemi in America, si limitò a dichiarazioni verbali favorevoli nei confronti di Arbuckle. Certo fu comunque un'atteggiamento importante visto che la maggior parte degli attori (anche di quelli che non conoscevano per niente il comico) dopo il processo ne parlarono malissimo e lo abbandonarono.
Ben più fattivo fu l'atteggiamento di Keaton che si dimostrò un amico vero facendo lavorare Arbuckle per anni quando nessuno lo faceva più. oltretutto in anni in cui la proprietà intellettuale non veniva nemmeno considerata, Buster Keaton arrivò al punto di riconoscere all'amico una percentuale del 35% sui guadagni dei film interpretati da Keaton ma girati o scritti da Arbuckle, ed anche di quelli in cui "Fatty" compariva come semplice comparsa.
Mettiamola così: se un domani fossi nei guai mi piacerebbe molto poter contare su un amico che si comporti con me come Buster Keaton si è comportato con Arbuckle.

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Infatti oggi temo che sarebbe peggio, oggi se un fatto del genere capitasse (non importa se in Italia o negli Stati Uniti) il colpevole diventerebbe un personaggio ancora più famoso e popolare. E magari- temo- finirebbe ospitato in programmi televisivi e avrebbe anche torme di fans pronti ad osannarlo.
Basta vedere le varie vicende di cronaca nera succedutesi nel corso di questi ultimi anni.
Sigh!

Ariano Geta ha detto...

Storia triste e purtroppo emblematica.
Riguardo proprio le tue ultime considerazioni, io, per dire, non sopporto quei programmi televisivi tipo "Quarto grado" che fanno morboso sciacallaggio su eventi di cronaca nera. Se dipendesse da me quei programmi li vieterei.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Vedi, ero arrivato stremato alla fine del post, ogni volta che ne comincio uno penso di aver le idee chiare, di aver compreso come sono andate le cose in quel particolare caso, invece poi mano a mano che mi addentro nella vicenda o acquisisco nuove informazioni finisco sempre con l'avere molti più dubbi di quando ho cominciato.
E stavolta è stato anche particolarmente evidente.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Storia raccontata in maniera impeccabile.
Serena domenica.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Serena domenica anche a te.

Donata Ginevra ha detto...

Fantastica conclusione per un post che mi ha entusiasmato! Non posso che essere triste per le sorti di Virginia, non so se si possa dire che si fosse trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, certo però che ha fatto una bruttissima fine, povera ragazza...

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata Ginevra
Davvero una bruttissima fine, purtroppo per lei! Il destino che ha avuto la Rappe non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico!
La cosa più brutta è che ancora oggi ci sono tantissime ragazze che subiscono lo stesso destino.

Ivano Landi ha detto...

Ottimo resoconto in perfetto stile Nocturnia, Nick. Anche qui in Italia abbiamo del resto avuto le nostre Rappe, magari in anni un po' successivi, ma le abbiamo avute.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Parole sante,Ivano. Infatti, quanto prima arriveranno anche i "Mysteri Italiani". ;)

Lisa Deiuri ha detto...

Ottima anche la seconda parte. Così, la cronaca prende tutta un'altra dimensione.

Cristina M. Cavaliere ha detto...

La sensazione che rimane dopo aver letto questa storia è quella di una grande tristezza per le vittime e per i carnefici, e tutto il codazzo di persone che trassero profitti e celebrità mediatica dal caso. Mi hai fatto anche venire in mente il detto latino homo homini lupus (letteralmente "l'uomo è lupo per l'altro uomo"). E anche la conferma che Hollywood può essere un luogo davvero infernale, altro che lustrini e paillettes.
Come hanno scritto altri commentatori, anche noi in Italia abbiamo avuto i nostri casi Rappe, recentissimi peraltro.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lisa Deiuri
E' l'ennesima dimostrazione di come spesso le cose si rivelino molto più complesse e contorte di quello che s'immagini a prima vista.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristina M. Cavaliere
Homo homini lupus si adatta perfettamente al clima di tutta la vicenda, purtroppo ovunque ci sia una tragedia finiremo sempre per ritrovarci in mezzo personaggi dalla dubbia moralità pronti a specularci e guadagnarci sopra.
Riguardo ai misteri italiani, beh....quanto prima ci torneremo su.

Obsidian M ha detto...

Mah, non so... non mi sento nemmeno di condannare Arbuckle. Anche nell'ipotesi fosse stato davvero lui il colpevole penso abbia pagato più di quanto meritasse (e in ogni caso più di chiunque altro abbia mai fatto porcate del genere). E' vero che una ragazza giovane, con una vita e una carriera davanti, ci ha lasciato le penne... ma in fondo quella è Hollywood: se ci entri sai che prima o poi dovrai venire a patti col diavolo. Adesso magari succedono cose meno clamorose (o sono più bravi a non dircelo), ma nessuno può venirmi a dire che si immagina la fabbrica dei sogni diversa da quello che è.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M
Beh bisogna pensare che quelli erano gli inizi di Hollywood,l'industria del Cinema era nata da poco e per tutti quello era un mondo nuovo. Questo però non giustifica nulla di quanto è successo, nessuna delle persone coinvolte (tranne forse Buster Keaton)in questa vicenda è totalmente innocente, tutti hanno espresso il loro lato peggiore.
Riguardo la colpevolezza di Arbuckle debbo dirti che sono sempre di più gli esperti convinti che l'attore fosse innocente, anche io ho qualche dubbio in proposito debbo ammetterlo.

Cristiana Marzocchi ha detto...

Questo mi era sfuggito, a causa delle peripezie 'bloggistiche'e ho rischiato di non leggere questa cronaca perfetta di un fatto di sangue avvenuto ad Hollywood, che sembra confermare che quel mondo del cinema è denso di misteri, vedi il caso Lana Turner e l'omicidio Stompanato.
Toglimi una curiosità Nick : sei un giornalista e il tuo blog è una conseguenza della tua professione? Troppo.bravo.
Cristiana

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristiana Marzocchi
No,purtroppo non sono un giornalista. Mi sarebbe piaciuto diventarlo, mi era stato detto che se avessi ottenuto un certo numero di pubblicazioni (es. un articolo al mese su una pubblicazione regolarmente registrata e diretta da un giornalista per almeno uno o due anni avrei potuto sostenere il concorso da pubblicista)ma ormai a quasi 50 anni temo che quel treno per me sia definitivamente passato per il sottoscritto.
Per un certo periodo avevo anche accarezzato l'idea, non dico di guadagnarmi da vivere, ma almeno di pagarmi qualche bolletta con i miei post, ma ho scartato anche quella.
Offerte e richieste di ripubblicare i miei post ne avevo ricevute da qualche editore e qualche rivista anche cartacea, ma tutti proponevano di ripagare con una non meglio specificata "visibilità". Ed io -come sopra- a quasi cinquant'anni non me ne faccio niente della "visibilità".
La visibilità me la creo da solo su Nocturnia, grazie tante!!!
Quindi ho deciso di mantenere solo un paio di collaborazioni di quelle che si fanno sin dall'inizio per pura amicizia e dove i patti sono chiari sin dall'inizio, come quelle con Andromeda e FantascientifiCast e rifiutare tutte le altre.
Ad ogni modo anche se non sono un giornalista cerco sempre di scrivere sempre i miei post con il taglio da giornalista e sono contento quando ci riesco.

Clementina Daniela Sanguanini ha detto...

Anzitutto, ti faccio tutti i miei complimenti, Nick, per questo post così intenso e coinvolgente. La vicenda, da te narrata in modo encomiabile, mi era nota solo per sommi capi e credo sia un esempio emblematico del lato brutale e spietato celato dietro la facciata dorata della prima Hollywood. Quello che fin troppo spesso viene dimenticato, parlando di quel mondo, è che si tratta di uno spazio i cui valori dominanti sono essenzialmente gli affari, il denaro, il potere. Hollywood è ed è sempre stata una grandiosa macchina grazie alla quale sono state conseguite enormi ricchezze e un enorme potere di influenza sull’opinione pubblica.
Analogo discorso lo potremmo fare per il mondo della musica, così come per quello dello sport, tutti ambienti che richiedono e hanno richiesto fin da sempre livelli altissimi di prestazioni ai loro protagonisti e intorno ai quali si sono coagulate episodiche e tragiche vicende, nelle quali non sono mancati alcol, droga e sesso.
Leggendo il tuo pezzo non ho potuto far a meno di pensare che dalla squallida e tristissima vicissitudine di Virginia Rappe, e ovviamente dalla sua morte, hanno tratto profitto fin troppe persone: a iniziare da Maude Bambina, passando per le grandi lobby delle case di produzione cinematografica, fino alla stampa e ai politici, che senza dubbio si saranno schierati di qui e di là a seconda della convenienza…
Quello che risulta chiaro è che di Virginia non sia mai interessato nulla a nessuno, se non in quanto mezzo per conseguire i propri loschi fini, e mi riferisco sia ai partecipanti dell’infausto party, così come ai testimoni (la cui credibilità è più che dubbia) e all’intero circo mediatico, i cui riverberi hanno sicuramente avvantaggiato (e non poco) alcune posizioni governative.
Per quanto riguarda l’imputato, infine, non mi sento di giudicare e di aggiungere altro a ciò che già hai messo benissimo in evidenza tu, e cioè che a sua volta è diventato egli stesso vittima di un infernale meccanismo.
Quello della Rappe è solo il primo di una serie di casi raccapriccianti avvenuti nell’alveo della dorata Hollywood e anche altrove e non necessariamente nel mondo del cinema, se ne sono registrati altri. È triste a dirsi, ma è così.

Nick Parisi. ha detto...

@ Clementina Daniela Sanguanini
Purtroppo da quello scandalo pare che il mondo del Cinema non abbia imparato niente, basta vedere i recenti casi di cronaca. Così come pare non aver imparato niente la Politica; tra l'altro,ci hai visto giusto, diversi politici sfruttarono la situazione per farsi pubblicità ed il famigerato codice di auto censura Hays nacque proprio in quelle circostanze.
Come ho scritto sopra in questa storia nessuno,forse con l'eccezione del buon Buster Keaton potè dirsi davvero innocente.

Ricordando il passato

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