sabato 25 maggio 2013

Felice Giorno dell' Asciugamano


Giusto per ricordare un grande scrittore e una grande serie.

Ci rivediamo a metà della settimana prossima (forse .....)
Io faccio qualche giorno di pausa col blogging, se ci si rivede ci si rivede altrimenti addio e grazie per tutto il pesce. ;)



Vi saluta anche Trixie .

venerdì 24 maggio 2013

LA LEGGENDA DELLA "BORDA".


" C'è un'apertura tra i due mondi: il mondo degli stregoni e quello degli uomini viventi. C'è un luogo dove i due mondi si incontrano: l'apertura è lì. Si apre e si chiude come una porta al vento... "
Carlos Castellaneta



                             

Ci sono luoghi che sembrano più adatti degli altri a generare inquietudini, luoghi dove l'acqua  si confonde con la terra, al punto che non si comprende bene dove finisca l'una e dove cominci l'altra. Posti dove l'umidità ti entra nelle ossa poco a poco e dove un tempo, forse nemmeno troppo lontano, l'isolamento portava gli abitanti a rinchiudersi dentro le case nelle lunghe serate invernali, tremando spaventati al suono del più piccolo e sconosciuto scricchiolio.

In quelle circostanze nascevano leggende, s'inventavano creature adatte a spaventare i bambini restii ad addormentarsi.
Ma mentre scorrevano fiumi di vino, mentre si componevano canzoni i primi a spaventarsi erano sempre, invariabilmente gli adulti.
Così è avvenuto anche nella zona del Delta del Po, così è avvenuto anche in altre zone dell'Emilia-Romagna.
Le zone in cui viveva una creatura conosciuta come: "La Borda."
Può cambiare una sillaba, può cambiare la pronuncia, potremmo trovare varianti nei vari dialetti però alla fine esiste una matrice comune la troveremo sempre: a Ferrara sentiremo parlare della Bùrda, a Modena si preferisce utilizzare la variante Bourda, qualcosa si trova anche in alcune zone della Lombardia e nel pistoiese, ma alla fine si tratta sempre della stessa creatura.
Alle volte un fantasma di donna, più spesso una strega.

mercoledì 22 maggio 2013

Renato Pestriniero: Il Gentiluomo della SF

Articolo già uscito su IL FUTURO E' TORNATO.
E' realmente un impresa ardua il cercare di descrivere in poche righe la vita e la carriera di Renato Pestriniero, dopotutto non stiamo parlando  "solo" di uno scrittore, ma di uno dei padri stessi della Fantascienza nel nostro paese.

Volendo semplificare potremmo dire che esiste un Pestriniero ufficiale nato a Venezia nel 1933 che si è sposato, che ha avuto una figlia da lui amatissima, e che fino al 1988 ha lavorato come Capo Reparto presso la filiale italiana di una grossa multinazionale svizzera.
Ma quel Renato Pestriniero per così dire ufficiale in un certo senso è stato la maschera di un altro uomo, con un altra vita ben più interessante e vissuta.
Una vita in cui la fantasia è stata non certo una valvola di sfogo, quanto piuttosto la più grande ragione di vita.


In un certo senso l'anno di svolta è il 1958, quando alla personalità per così dire ufficiale si affianca la seconda: quella del Renato Pestriniero autore.
In quel periodo cominciano a nascere anche nella penisola di Dante, Manzoni ed Andreotti le prime riviste di fantascienza.
Urania è arrivata da almeno sei anni, abbastanza perchè si potesse cominciare a creare un primo piccolo bacino di potenziali lettori, e sopratutto di potenziali scrittori.
Ma Urania avrà per decenni un rapporto "non propriamente fiduciario" con gli scrittori italiani,aggravatosi specialmente con la gestione Fruttero & Lucentini che avranno idee ben precise e di certo non favorevoli nei confronti di una via italiana al fantastico.

Saranno quindi altre pubblicazioni, spesso dalla durata più effimera a fornire spazio agli scrittori autoctoni, tra queste una delle migliori sarà senza alcun dubbio  una rivista che si occupava sia di scienza che di narrativa chiamato Oltre il Cielo.


Nel 1958 su Oltre il Cielo compare un racconto da titolo poetico: I SILENZIOSI , l'autore si firma semplicemente Pi Erre avrà una carriera quasi sessantennale.
Forse non  se lo immagina nemmeno lui.

I SILENZIOSI è solo l'inizio, Pestriniero macina racconti su racconti, due anni dopo un altro suo racconto: UNA NOTTE DI 21 ORE attrae l'attenzione del regista Mario Bava che da quel racconto trae uno dei pochi film di fantascienza mai realizzati nel nostro paese, quel film diventerà Terrore nello Spazio, un cult assoluto per ogni appassionato.
Noi ne abbiamo parlato qui



Pestriniero non si ferma qui, la scrittura sarà una costante della sua vita, così come la pittura del resto.
Le sue opere vengono tradotte in diversi paesi, principalmente in Spagna e in Romania, nel 1982 poi allo scrittore capita un evento curioso: approfittando di una sua corrispondenza con il decano della fantascienza d'oltreoceano A. E. Van Gogt lo scrittore veneziano ottiene il permesso di  espandere sotto forma di romanzo il racconto Il Villaggio Incantato  scritto da Van Gogt decenni prima. Pestriniero è entusiasta di questo permesso, farà di tutto per scrivere un bel romanzo in modo da rendere onore al collega d'oltreoceano.

Solo che quando proporrà il suo romanzo ad una casa editrice italiana, quello stesso romanzo sempre col titolo IL VILLAGGIO INCANTATO uscirà intestato al solo Van Gogt.


Pestriniero non si lascia scoraggiare da questo incidente di percorso, l'uomo continua a scrivere continua a comporre sia racconti che romanzi e se la fantascienza non sarà più il suo unico argomento( ci sarà anche tanta saggistica e tante iniziative culturali dedicate alla sua amata Venezia) di certo non abbandonerà mai il genere.




Al 1994 risale infatti l'antologia DI NOTTE, LUNGO I CANALI... a tema più onirico che fantastico mentre nel 2005 raccoglie la maggior parte dei suoi racconti fantascientifici nel bellissimo volume C' ERA UNA VOLTA LA LUNA.


Renato Pestriniero ha superato indenne il passare delle mode letterarie, degli stili rimanendo sempre fedele al suo modo di scrivere, alla sua prosa estremamente letteraria ma chiara e scorrevole ma anche alle sue trame semplici e stranianti al tempo stesso.

la sua è una fantascienza che non cerca di costruire o ipotizzare come potrebbe essere il futuro, ma che cerca di analizzare come potremmo essere noi e cosa potrebbero diventare i nostri sentimenti e le nostre sensazioni in quell'ipotetico futuro.
Forse a pensarci bene, è proprio quella la chiave di una tale longevità letteraria.

lunedì 20 maggio 2013

DAVID BRIN: L'INTERVISTA COMPLETA!

Mi ci è voluto un po più di quanto avessi previsto, ma infine riesco a mettere online l'intervista con il due volte vincitore del Premio Hugo, nonché Premio NebulaDavid Brin, a causa degli impegni di tempo dello scrittore l'intervista sarà più breve del solito. Per fortuna il presskit dello scrittore ci è venuto in aiuto.
Ringrazio David  Brin per la sua gentilezza e per la sua disponibilità, è sempre bello scoprire come i propri miti letterari si dimostrino anche delle gran belle persone.

(For english version scroll down)

Nick: Ciao David, benvenuto su Nocturnia, tu hai cominciato come scienziato, tra le altre cose avevi ottenuto un dottorato di ricerca in Astrofisica, quando è che invece hai deciso di diventare uno scrittore ?



David Brin : Provengo da una famiglia di scrittori e  ho sempre pensato che questo avrebbe rappresentato il mio 'lato artistico' ... la maggior parte degli scienziati ne hanno uno. Sapevo che la scienza sarebbe stata più impegnativa della scrittura e  la rispettavo di più, attratto com'ero dal grande progetto dell'Illuminismo. Dopo tutto, ogni cultura ha avuto dei cantastorie, ma solo una ha sempre investito molto nella formazione di una miriade di investigatori coraggiosi per svelare ciò che è effettivamente vero, aldilà di tutti i nostri preconcetti. E in effetti, sono riuscito a contribuire con alcuni nuovi segmenti di conoscenza ... pur mantenendo intatta la mia passione per la arte.
Ah, ma a volte la vita prende una svolta. Il tuo passatempo può prendere il sopravvento e diventare la tua professione principale. Ero un buon scienziato e proseguo ancora il mio lavoro. Ma la civiltà sembra più interessata alla mia arte, ai racconti che gettano un diverso tipo di luce sulle trasformazioni che stiamo tutti attraversando. E chi sono io per discutere con la civiltà?

giovedì 16 maggio 2013

HAUTE TENSION (2003)


Due amiche attraversano in auto la profonda campagna francese: Alex si è appena laureata e desidera fare una visita ai suoi familiari. Marie, invece, ha difficoltà con gli studi ed ha bisogno di un posto tranquillo dove poter riprendere fiducia nelle sue capacità; in più Marie è chiaramente attratta da Alex.
La quiete dura però poco: durante la prima notte di permanenza, un misterioso uomo dopo aver rapito Alex trucida violentemente tutta la sua famiglia.
Solo Alex sfugge al massacro. La ragazza si pone sulle tracce dell'assassino nel tentativo di liberare l'amica.
Comincia ad investigare anche la polizia, qualcosa nella dinamica degli omicidi però non convince completamente gli investigatori.



« Non permetterò più a nessuno di mettersi fra noi... Non permetterò più a nessuno di mettersi fra noi »


lunedì 13 maggio 2013

IL GIARDINO DELLE POLENE.

Molto spesso un libro può essere l'equivalente di uno scrigno pieno di sorprese, magari anche una porta aperta verso altri mondi.
Dentro di me sono sempre stato persuaso che in realtà non siamo mai noi a scegliere il volume da comprare quanto piuttosto il contrario.

Questo è stato il caso de IL GIARDINO DELLE POLENE.  
M'incuriosiva l'idea di un libro scritto da un autrice croata, m'interessava capire almeno in parte quale sia lo stato della narrativa fantastica nei paesi dell'ex Jugoslavia, il succo del discorso è che molto spesso tra vicini, tra paesi confinanti non ci conosciamo a fondo, crediamo il contrario ma semplicemente non sempre è così. In particolare per quanto riguarda il tipo di narrativa che m'interessa maggiormente, nel nostro paese ci limitiamo alle traduzioni degli scrittori americani oppure inglesi- o comunque sempre e solo provenienti dai paesi anglosassoni- e così finiamo per ignorare quello che avviene nel resto del mondo ( anche  di quello che viene  scritto nel nostro stesso paese alle volte )

sabato 11 maggio 2013

Un Premio Per Chi Scriverà il Finale del Racconto di Angie

Approfitto di un momento libero, per segnalare la possibilità di un nuovo concorso in rete.
A questo punto del discorso, immagino la maggior parte tra voi miei piccoli lettori che già alla parola "concorso" avrà raddrizzato le orecchie e puntato al bersaglio come cani da caccia.
Ma di cosa si tratta stavolta?
Andate un attimo a leggere questo LINK.





Fatto? Bene, bravi.
Come vedete l'iniziativa è ancora in fieri, si tratterebbe di studiarsi bene i due capitoli del racconto "Un Assassino Insospettabile" già usciti finora, sul Blog Misteri Angie Ginev e, dopo averlo fatto, provare a scriverne il finale.
Facile? Difficile?
Questo sta a voi, a me sembra una cosa potenzialmente divertente e sicuramente interessantissima.
Angie mi ha chiesto di partecipare, magari anche in veste di giurato.
Ora, come faccio a rifiutare una così convincente richiesta ?
Certo, non so se sono la persona giusta al posto giusto, non sono uno scrittore, tanto per dirne una il mio capitolo per 2MM ha scontentato diverse persone che me lo hanno fatto notare anche nel privato - critiche che comunque accetto, perchè è giusto così . 




In più non so nemmeno se sono così bravo, come sostiene Angie ad unire e a collegare le persone, dal momento che sono un irriducibile asociale, però Angie è un amica e agli amici non si dice mai no.
Ecco, se serve io sono qui.
E voi cosa ne dite di partecipare ?

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