INTERVISTA CON GENE O'NEILL


Vi presento la mia intervista con lo scrittore statunitense Gene O' Neill vincitore del Premio Bram Stoker, per tutti coloro che fossero desiderosi di approfondire QUI potrete trovare una breve scheda sullo scrittore.
Ringrazio lo scrittore per la sua disponibilità e gentilezza nel prestarsi al fuoco di fila delle mie domande.
Ringrazio anche lo scrittore italiano Alessandro Manzetti per avermi messo in contatto con il suo collega americano.
C'è però una terza persona che desidero ringraziare ed è mia moglie Venusia che mi ha revisionato la traduzione in un paio di punti.
A tutti voi auguro una buona lettura, aspetto i vostri commenti e pareri.

(For english version, please scroll down )

Nick: Ciao Gene, benvenuto su Nocturnia. E' un piacere averti come ospite.
Come prima domanda ti chiedo di parlarci dei tuoi inizi e del momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore.

Gene O' Neill: La mia prima risposta stabilirà un poco di storia personale che servirà come riferimento per questa domanda ed anche per quelle successive.
Sono stato cresciuto dai miei nonni, due immigrati che possedevano solo un 2° e 3° grado di istruzione, e sono cresciuto in un ghetto vicino ad un cantiere navale - eravamo classe operaia, poveri insomma. Però loro amavano i libri e li hanno fatti conoscere anche a me. Ma, naturalmente, nel luogo dove sono cresciuto, nessuno aspirava a diventare uno scrittore. Noi volevamo diventare pugili, giocatori di basket o cose simili. Purtroppo molti tra noi sono diventati invece criminali ed, alla fine, sono finiti in prigione. Ma, penso di aver avuto sin da quei tempi una reale sensibilità da scrittore. Ma come il grande James Michener, ho cominciato a scrivere relativamente tardi, solo quando ho raggiunto i miei trent'anni.

Il Mio 25 Aprile.


Da più parti sento voci affermare che i morti sono tutti uguali.
Sento altri negare il valore della resistenza.
Penso a quelli che fanno di tutto per spezzare questo paese.
Poi penso a quei ragazzi morti tra il 1943 ed il 1945
perché credevano in qualcosa.
Perché credevano fosse giusto difendere un ideale di libertà.
Perfino la libertà di parola di quei coglioni che oggi disprezzano quei giovani.

Rispetto per tutti i morti.
Ma chi era dall'altra parte difendeva Aushwitz.
E chi oggi vuole spezzare questo paese.
Almeno oggi abbia il buon senso di rispettare quei giovani.
Il mio 25 Aprile è questo.

RAGNI (2013)

In attesa di proporre l'intervista con lo scrittore Gene O' Neill, per ingannare l'attesa vi presento la mia recensione di questo libro horror scritto dal giovane scrittore Claudio Vastano, libro uscito un paio di anni fa ma ancora facilmente reperibile.
Nel frattempo: Buon 25 Aprile a Tutti!


 Sinossi ufficiale: Charles MacDermhott è l’ultimo superstite della città di Revel e lotta strenuamente contro i ragni giganti che hanno scalzato l’umanità dal podio di specie dominante del pianeta Terra. Le giornate dell’uomo trascorrono in completa solitudine fino all’arrivo di Lucia; la ragazzina è in fuga da Jacksonville, l’inferno terrestre presidiato da orde di aracnidi corridori. Nessuno sa da dove provengano queste creature né chi le abbia create. C’è una sola certezza: non c’è modo di arrestarne l’avanzata. Se MacDermhott sembra abituarsi alla sua nuova condizione di “cacciatore eremita”, altri individui non sono dello stesso parere. Dalle ceneri della società umana divorata dai ragni giganti iniziano a emergere nuovi e più terribili mostri. Chi sono i misteriosi uomini in nero che tiranneggiano fra le strade di una città in rovina e quali sono le loro intenzioni? Mentre una nuova progenie di incubi si appresta a invadere Revel, MacDermhott comprenderà che la più terribile delle minacce può nascondersi soltanto nei meandri più reconditi della mente umana.


La prima volta che ho sentito parlare di Ragni è stato un anno fa, grazie ad un paio di post usciti su  siti solitamente ben informati: mi riferisco a questa recensione del McNab e a quest'altra de Il Flauto di Pan. Due blog molto interessanti, che all'epoca frequentavo abbastanza assiduamente mentre oggi, per meri motivi di tempo non riesco più a seguire quanto vorrei.
E me ne dispiace molto.

Dopo aver letto il libro, in sostanza posso dire di concordare con le opinioni di chi mi ha preceduto.
Ragni è un buon libro, un romanzo scritto bene da un autore - Claudio Vastano, classe 1975, originario di Lucca - che dimostra di conoscere  le regole del genere post- apocalittico. Il romanzo oltretutto omaggia i B Movie degli anni 50 s e  sa rendere in maniera discretamente adeguata le atmosfere da assedio tipiche dei libri e dei film horror anni 70s.
Ma non la cosa , almeno per me,non si ferma qui.

Caro Blog ti Scrivo...

Questo post nasce dalle riflessioni causatemi dalla lettura di questo post di Patricia Moll.
La mia amica ne approfittava per festeggiare un anno di attività ( a proposito: ancora auguri Pat!) e da questo ne scaturivano tutta una serie di riflessioni sui motivi per cui aveva cominciato a scrivere e per cui continuava a farlo. Nello stesso periodo il bradipo costretto alla lontananza dalla rete per un problema al suo computer (bentornato fratello! Ci eri mancato) raccontava qui di quanto gli fosse mancata la sua attività di scrittura quotidiana, il suo contatti ed anche il momento in cui scriveva i suoi pensieri.
Nel frattempo io però, mi ritrovavo per caso davanti al mio primo post scritto ben quattro anni fa.
Quattro anni! No, dico quattro anni sono un' eternità in rete!
Ore levate alla famiglia, al sonno,  ad un mare di altre passioni, alle scampagnate al sole, alla collezione di francobolli, ai nipoti, alla lettura, porca miseria perfino alle cose più ridicole e stupide che mi possano venire in mente che però in questo momento potrebbe venirmi il desiderio di fare invece di scrivere i miei post.

TALKING ABOUT GENE O' NEILL

Le avete chieste, le avete sollecitate quando le avevo eliminate, quindi ecco che con enorme gioia ( mia prima di tutto ) tornano le schede di presentazione dei futuri intervistati di Nocturnia.
Tornano quindi a grande richiesta i Talking About...
Stavolta l'ospite è uno scrittore famosissimo  nei paesi anglosassoni ma ancora poco pubblicato da noi (anche se le cose stanno lentamente cambiando,  come diremo verso la fine)

Preparatevi a fare la conoscenza con Gene O'Neill

Gene O' Neill  (classe 1938) è uno scrittore americano, attivo in tutti i settori della narrativa di genere ( un autore multiforme, quindi, anche se la sua maggiore specializzazione  rimane proprio ,l' horror )

O' Neill però prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura ha seguito la trafila classica degli scrittori USA, l'uomo infatti ha cercato di trovare una propria strada attraverso numerose attività differenti: il futuro scrittore nel corso degli anni ha lavorato come postino, è stato giocatore di basket, pugile dilettante e perfino prestato servizio come marine degli Stati Uniti.
Ma, nel 1979 qualcosa cambia,  frequenta i corsi del prestigioso Clarion West Writers Workshop e comincia così la sua lunga carriera professionale in veste di scrittore. Varie riviste specializzate, tra cui Fantasy and Science Fiction; Cemetery Dance Magazine e Twilight Zone Magazine (ed in anni più recenti anche la rivista digitale Apex Magazine ) cominciano ad ospitare i suoi racconti.
Ai racconti seguiranno splendidi romanzi.
Ed è una narrativa spesso ai confini dei generi, quella di O'Neill, le sue opere sono un riuscito mix di vari generi: Science fiction, fantasy ed horror,li racconti migliori dell'autore sono della fiabe dark apparentemente crudeli ma che nascondono una visione poetica ed altamente umanistica che cerca di coniugare al contempo emozione e riflessione.

ZOMBIES (2015)

Sam Coleman è uno dei pochi sopravvissuti di un mondo distrutto da un virus che ha trasformato la maggior parte della popolazione umana in mostri affamati di carne umana.
L'uomo non è certo migliore di altri,infatti  è riuscito a sopravvivere solo grazie ad una sfortuna sfacciata; adesso però è in cerca di sua figlia Stacy. Flebili segnali sembrano far credere che la bambina sia ancora viva, nascosta dai militari non si sa dove.
Nel corso della sua estenuante ricerca, Sam  riscopre la speranza e si riappropria della propria umanità.  Arriva così l'incontro con Josh, un altro bambino di cui Sam finirà per diventare una sorta di figura paterna; arriva anche l'incontro con altri gruppi di sopravvissuti.
Ma la civiltà può essere ricostruita? Oppure la razza umana è costretta a ripercorrere sempre gli stessi medesimi errori?
Mentre Sam si pone tutte queste domande, mentre Serge La Pointe un ex attore canadese divenuto leader dei superstiti tenta di trovare un posto dove ricominciare per lui e per tutti i suoi compagni....gli zombi continuano ad aumentare.
E ad assediare i vivi.

Che i cari vecchi morti viventi siano di moda non è un segreto per nessuno, una buona parte - non tutta certamente, ma di sicuro una parte fondamentale del merito per la nascita di questa moda è stato l' arrivo nel 2005 del primo numero del fumetto The Walking Dead  ( comics che continuo a leggere sempre con grande piacere ) e poi, qualche anno dopo, è arrivato anche il successo planetario del serial televisivo ( che invece mi lascia altamente perplesso a causa delle numerose cazzate ingenuità presenti puntata dopo puntata ) tratto dal medesimo fumetto.

GUARDIANI DELLA GALASSIA (2014)

Il giovane Peter Quill, subito dopo la morte per cancro della madre viene rapito da un gruppo di predoni extraterrestri chiamati Ravagers.
Quill cresce nello Spazio, diventa uno di loro, ma durante una missione quando ruba una misteriosa sfera chiamata Orb attira troppe attenzioni su di sè.
C'è l'estremista Ronan detto il distruttore che gli sguinzaglia dietro la sicaria Gamora, ci sono due bizzarri cacciatori di taglie: l'albero vivente Groot ed il procione geneticamente modificato Rocket Racoon che cercano di catturare il predone.
C'è però anche l'impero dei Nova che vorrebbe impedire a Ronan d'impossessarsi della sfera Orb.
Ma dietro tutto c'è il tiranno Thanos che soffia sulle braci della precaria pace galattica per scatenare un nuovo e più distruttivo conflitto tra le razze e tra i mondi abitati.
I nemici saranno quasi obbligati a trasformarsi in alleati: catturati dall'Impero Nova e condotti in prigione Peter Quill; Gamora; Groot e Rocket Racoon dovranno unire le forze per cercare di scappare prima e sopravvivere poi.
Con loro ci sarà anche un altro prigioniero chiamato Drax il Distruttore che vorrebbe vendicare la morte della sua famiglia perita per mano di Ronan.
Sono nati i Guardiani della Galassia.

Nei mesi scorsi ne hanno parlato un po ovunque.
Quasi sempre in maniera entusiastica.
Per Guardiani della Galassia sono anche stati scomodati progenitori e confronti illustri, in molti ci hanno voluto vedere una sorta di Star Wars aggiornata agli tempi recenti.
Immagine vera ma sicuramente parziale e non certo conclusiva.
Di sicuro Guardiani della Galassia è stato una delle pellicole evento dell'anno che si è appena concluso, ma è anche stata quella su cui i Marvel Studios avevano  maggiormente puntato gli occhi all' interno di quella che loro stessi avevano ribattezzato come "fase due".
 Prendere un gruppo di Supereroi  se non minori sicuramente secondari e renderli protagonisti di un  blockbuster non era sicuramente facile.
Non dico una sfida rischiosa, però sicuramente c'era qualche incognita in più rispetto a personaggi  come gli Avengers o ad Iron Man.

Arriva il Boomstick Award 2015.

Per partecipare ad un meme non si è mai completamente in ritardo, sopratutto perché essendo la maggior parte delle regole già scritte, la cosa mi permette di poter scrivere un post quasi in completo riposo.
Le cose poi si si semplificano poi ulteriormente quando si tratta del Boomstick Award.

Cos’è il Boomstick? È il bastone di tuono di Ash ne L’Armata delle Tenebre. Una doppietta Remington, canne d’acciaio blu cobalto, grilletto sensibilissimo. Magazzini S-Mart, i migliori d’America.
Perché un Boomstick?
Perché il blog è il nostro Bastone di Tuono!

Come si assegna il Boomstick?
Niente di più facile: dal momento che in giro è un florilegio di premi zuccherosi per finti buoni (o buonisti) & diplomatici, il Boomstick Award viene assegnato non per meriti, ma per pretesti.
O scuse, se preferite.
Nessuna ipocrisia, dunque.

E ricordate, il Boomstick non ha alcun valore, eccetto quello che voi attribuite a esso.
Ecco il banner dell’edizione 2015:


Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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